Capostecca 3°88: "La Paura"

Antefatto:

Dopo aver passato la visita dei tre giorni, in quel di Foggia, dove "rischiai" d'essere riformato, trascorsi il tempo successivo, lavorando e attendendo di partire con questo famoso e temuto  "servizio militare".  Nel mentre,  cercando informazioni in giro,  tra amici già partiti e addetti ai lavori,  mi capitò il primo episodio buffo,  di questo periodo di mezzo. L'anno del militare, per quelli che, come me, non erano andati a studiare fuori, rappresentò, nel bene e nel male, un elemento di rottura con il passato; dopo quell'anno,  infatti,  nulla fu più uguale a prima.  Ma torniamo all'episodio. Con mio padre, andammo a parlare con un tizio che,  all'epoca, lavorava in una istituzione militare.  Nel merito,  questo tizio,  s'interessava alle assegnazioni delle destinazioni da assegnare ai militari,  in direzione delle caserme, dunque,  dei vari centri d'addestramento reclute  C.A.R.  Ricordo che,  quando ebbi modo d'incontrare questa persona,  come prima cosa,   gli chiesi che tipo di distanza massima potesse capitare,  in quel periodo,  per le destinazioni dei neo-militari in partenza.  Il tizio, dopo avermi fatto parlare, ascoltandomi in silenzio, esclamò: "Non ti preoccupare, non ci sono destinazioni lontanissime"... A quel punto,  tra me e me,  pensai a luoghi lontani duecento, trecento chilometri, da casa mia,  del resto,  alcuni dell'amici già partiti, erano stati destinati in Regioni "vicine", proprio con quelle distanze...   Non dovrebbe esser più di tanto pensai...  Dunque, terminata la conversazione,  ci salutammo e, con mio padre, più sereni e un po' più rassicurati,  prendemmo la via del ritorno,  verso casa...  Passarono dei mesi da quel giorno, fino a quando, un bel dì, con il postino,  arrivò anche la "cartolina",  se non ricordo male,  di colore blu.  Era la chiamata alle armi. L'emozione, quel giorno, era alle stelle e la prima cosa che i miei occhi cercarono di scorgere, fu il luogo, la destinazione indicata in quel documento...  E' inutile dire che, quando lessi  "Sedicesimo Fanteria Savona",  sperai che "Savona", fosse il nome della caserma che so,  il nome di un qualche Generale,  d'una personalità fedele servitrice dello Stato e non il nome della nota cittadina ligure... Ben presto, ahimè, dopo aver girato e voltato quella cartolina,  mille volte,  dovetti rendermi conto che, quella indicazione,  "Savona", invece, era proprio riferita alla città, al luogo ove avrei cominciato il mio servizio militare...


- ... era la sera del 27 aprile del 1988, stava per cominciare uno degli anni più intensi della mia vita; iniziava la naja, l'anno del servizio militare. Partii quella sera del ventisette, appunto, cenai a casa, con la mia famiglia, volevo rimaner con loro, per allontanare, il più possibile, l'ora del distacco. Mio padre, mi accompagnò in stazione e, una volta giunti a destinazione, oltre ai volti di altri ragazzetti, in partenza come me, non c'erano altre facce amiche. Non c'erano neanche i miei amici e lo, sapevo bene che non ci sarebbero stati, dal momento che, volontariamente, diedi loro un orario di partenza sbagliato. Non avrei sopportato di doverli salutare, in una tale circostanza; in quegli anni, ci si divertiva molto, avevo un bel gruppo di amici e di amiche, ma sentivo che, da quella sera in poi, nulla sarebbe stato più uguale a prima. Fu per questo che, imbrogliandoli, colpevolmente decisi, di non voler incrociare i loro sguardi, evitando così di scorgere, nei loro occhi, traccia del mio sentore. Lasciarli, mi faceva star male e, piuttosto che sentire il suono delle loro voci, preferii udir l'eco del mio dolore. Ero nervoso e, non avendo fatto né l'università, né altre esperienze fuori regione, sentivo che quella, per me, sarebbe stata la prima, lunga e vera prova, piena di nuove esperienze che, molto probabilmente, mi avrebbero cambiato per sempre. Ero giovane e, a quei tempi, la mia testa mi portò a ragionar così, compiendo quell'azione irrispettosa, nei confronti di chi mi voleva bene e di chi, quella sera, avrebbe preferito salutarmi di persona. I miei amici, quelli che comunque arrivarono poi dopo, all'orario farlocco e che, non trovandomi, ci rimasero male un bel po'. 


- Giunsero, dunque, le 20.36 del 27 aprile 1988, era giunto il momento, salii su quel treno, diretto a Savona e, più esattamente, alla volta della caserma Bligny, ove mi sarei insediato nel sedicesimo fanteria Savona. Quel viaggio in treno, quella notte, durò un'eternità. Dopo qualche centinaio di chilometri, cominciò ad affiorare la stanchezza ed il sonno ma,  per quanto provassi ad appisolarmi, in ogni fermata, ad ogni stazione, s'udivano urla e strepiti, di giovani militi in erba che, evidentemente, erano su di giri e che, a decine, riempirono velocemente quel treno, dagli scompartimenti, fin fuori ai corridoi. Si trattava di una moltitudine di giovani che sarebbero andati a costituire, quel che avrei conosciuto più tardi, con il nome di "Terzo Scaglione 1988". Una tornata di giovani uomini che nell'aprile 1988, si recarono a prestar servizio, in varie caserme d'Italia, per la patria, in virtù della leva obbligatoria che, in quegli anni, ancora vigeva. Dopo un lungo tratto ferroviario, risalendo su per l'Italia, nel cuore della notte, arrivammo a Vicenza ove, noi giovani ed assonnati militi diretti in Liguria, scendemmo tutti da quel treno, per attendere il cambio, con un secondo treno che ci avrebbe condotti sino a Genova. Avevo una valigia enorme, una sorta di baule che mi rendeva disagevole ogni tipo di spostamento, con bagaglio al seguito; ciononostante scesi e silenziosamente attesi, con gli altri, l'arrivo del nuovo treno. A distanza di una mezz'ora, il treno arrivò; risalimmo tutti, riponendo i nostri bagagli, negli spazi appositi e riprendemmo il nostro viaggio. Cominciava ad albeggiare e, di pari passo, in me, cresceva la sensazione di star assistendo all’alba di quel nuovo giorno di un anno che avrebbe portato con sé tante esperienze, ed imprevedibili novità. Dopo un paio d’ore fummo a Genova e, una volta là, fu necessario scendere nuovamente, poiché le nostre carrozze speciali, aggiunte per l’occasione, sarebbero state disgiunte dal resto del treno. Allora feci per alzarmi, afferrai il mio pesantissimo bagaglio e ne imbracciati i manici, uscendo dallo scompartimento. Con il treno ancora in movimento sugli scambi, cominciai ad urtare inevitabilmente le paratie laterali del corridoio, con la mia valigia, da destra a sinistra e viceversa, fino a quando, all’ennesimo urto, accadde l'irreparabile. Infatti, strisciando involontariamente la paratia mobile, una porta,  d’uno scompartimento più avanzato, sulla destra, la valigia esplose letteralmente e, all’istante, calzini, mutande e magliette varie, schizzarono fuori come schegge impazzite. In questo momento, non saprei dire esattamente quali e quante imprecazioni pronunciai, faccio finta di non ricordarlo. Raccattando e riponendo velocemente e disordinatamente tutti gli indumenti fuoriusciti, in quel che rimaneva del mio bagaglio, presi, finalmente, l’uscita del vagone e, percorrendo un breve tratto della banchina, risalii svelto su di un altro convoglio, più vicino alla motrice del treno. Alle 9.30 del 28/04/88, giunsi “finalmente” a Savona; ad attenderci, c’erano dei giovani in divisa che, con voce alta e sostenuta, c’indicarono la via per raggiungere i pullman militari che ci avrebbero condotti in caserma. Di quel breve tratto in autobus, non ho particolari fotogrammi impressi nella memoria, ricordo solo l’ingresso dalla porta carraia e, in particolare, ricordo la sbarra che, dopo il nostro passaggio, ci si richiuse alle spalle. 

- Ancora oggi, a distanza di trentuno anni, ricordo ancora lo stato d’animo che da lì in poi s’impadronì delle mie emozioni. All'inizio, fummo radunati tutti in un cinema, ubicato all'interno della caserma; bisognava espletare le pratiche di registrazione e di assegnazione dei buoni di casermaggio, per il ritiro della divisa militare e dei vari accessori da milite. Superate tutte fasi burocratiche, venimmo indirizzati verso le batterie, edifici all'interno dei quali, c'erano tutti i posti letto, suddivisi in "bunker". In pratica, le camerate erano costituite da piccole aree delimitate da divisori in muratura ed attraversate centralmente, da lunghissimi corridoi. Non vi erano porte, ma solo brande a castello, ed armadietti. A proposito di armadietti, il mio era largo meno della metà del mio bagaglio e, quando me ne resi conto, dovetti faticare, un bel po', per farcelo entrare, a pedate... Sin dal primo giorno, iniziai ad appuntare ogni cosa, in una mia agenda dell'anno prima, 1987, riadattata per l'occasione. Me l'ero appositamente portata al seguito, la stessa che ancora conservo gelosamente e dalla quale, in questa occasione, estrapolerò tutti i ricordi, ingialliti dal tempo. 


30/04/1988 sabato      

Sono solo tre giorni e già si muore

05/05/1988 giovedì     

Prima settimana, si marcia e si scoppia a volontà

07/05/1988 sabato       

Puntura al braccio, oggi non siamo usciti

08/05/1988 domenica  

Nota positiva, quest’oggi sono andato in fuga, nonostante tutte le corse ed i patemi d’animo che questo viaggio mi ha fatto vivere”.

09/05/1988 lunedì

Oggi non ho cenato, mi sono fatto la doccia, ed ho lavato dei panni che ora ho appeso sotto alla branda ad asciugare. Questa notte sono di piantone alla camerata, dalle 3 alle 5 del mattino e quando mi passa!"...       


11/05/1988 mercoledì

Oggi si è sparato al poligono, tredici centri con il Garand e sette con il Fal, prime cartoline e prima lettera.


- Spesso nella vita ci si chiede cosa si possa provare utilizzando delle armi da fuoco, io stesso, fino a quel giorno, ignoravo tali sensazioni, fino a quando, in quel mercoledì 11, di trentuno anni fa, ci condussero in un poligono di tiro, precisamente in quel di Albenga, a bordo di camion militari CM telonati, proprio per sparare i primi colpi d'arma da fuoco. Eravamo tutti all'aperto, seduti sulle panche poste lateralmente ai cassoni posteriori dei camion. Ricordo ancora l'odore irrespirabile dei fumi di scarico di quei mezzi che ci avvelenò per tutto il percorso. Una volta giunti ad Albenga, fu li, in quel luogo che io ebbi il mio battesimo del fuoco. Ci allinearono, eravamo distesi a terra, oppure accovacciati, con un ginocchio poggiato a terra, con l'arma imbracciata, uno accanto all'altro. A turni di dieci persone alla volta, sparavamo, a turni, con due tipi d'arma da fuoco. In rapida sequenza, infatti, ci fecero utilizzare prima il fucile automatico leggero FAL e poi il fucile Garand. Sparavamo nella prospettiva del nemico,  consistente in sagome bersaglio  bucherellate, poste ad una distanza prestabilita. Ricordo la fortissima emozione ed anche quel pizzico di paura, allo stato puro. Ricordo ancora l'odore della polvere da sparo, i capelli bagnati dall'emozione, sotto l'elmetto di latta. Ricordo il rinculo del fucile sulla mia spalla destra, uno strattone violento e contestuale allo sparo, trattenuto a stento dalla mia presa; ricordo la canna del fucile incandescente quando, scattato sugli attenti, diede traccia di se, nel palmo della mia mano destra. Tra una marea di bossoli sparpagliati a terra, ci alternavamo nella postazione, esercitandoci per acquisire la precisione nel tiro a bersaglio. Finita l'esercitazione, tornammo ad inquadrarci nei nostri plotoni, per poi venire ricaricati tutti sui camion ed esser poi ricondotti verso la caserma. Alla sera, dopo giornate impegnative come queste, ci si raccoglieva in branda, a leggere le cartoline e le lettere che arrivavano da casa. fino a quando, il sottufficiale di servizio, irrompeva nella camerata per effettuare il contrappello. Il contrappello, era una sorta di verifica per accertare che tutti fossero presenti, nel proprio posto branda. Nei giorni successivi ricordo solo tanta pioggia e tanto freddo, ricordo l'estenuante addestramento in vista del giuramento. Ricordi, questi che, anche a distanza di così tanto tempo, sono ancora chiari, fotogrammi invecchiati, ma ancora ben visibili, sullo schermo della mia memoria.


12/05/1988 giovedì

Giornata fredda, sono tranquillo perché incosciente, in questa brutta realtà, se fossi cosciente, sarei disperato. Continua l'addestramento. Espresso Daniele.

13/05/1988 venerdì

Marcia sotto la pioggia, minacce di un caporale. Lettera di Antonella P.

14/05/1988 sabato

Oggi sono di servizio: "piantone", mi volevano fregare pure per domani, ma io ho schivato l'ostacolo, effettuando un opportuno cambio con Silvestrini.



- Vivendo questa nuova ed intensa esperienza, si toccava con mano un senso di vuoto e di profonda solitudine ma, nonostante tutto, alcune amicizie cominciavano a farsi strada, a radicare, in quella sorta di mal comune che accomunava ragazzi, provenienti da tutte le parti d'Italia. A quei tempi, i militari, dalla gente del posto, non venivano visti di buon occhio e, uscire da soli dalla caserma, poteva non essere una buona idea. Anche per questo motivo, cominciarono a formarsi gruppetti di giovani militi che andavano insieme, in libera uscita, per le vie del centro di Savona. Anche questo processo di "fraternizzazione", facilitava ed accresceva la comunanza, la causa comune, le nuove amicizie.


15/05/1988 domenica

Solita fuga mattiniera, in serata prima cena decente con Silvestrini (il vecio), Di Lorenzo (il siculo), Arcangeli (il ciambotto) ed io. Giro successivo con bevande alcoliche e con conseguente scimmia. Rientro difficoltoso in caserma.


- Man mano che scorrevano i giorni, si avvicinava anche quello del giuramento e, con esso, il probabilissimo addio all'amici appena conosciuti, l'arrivo dei miei genitori e l'indicazione di quella che sarebbe stata la destinazione finale.


18/05/1988 mercoledì

Pizza con gli amici, la comitiva del CAR si sta formando, però mancano pochi giorni al definitivo scioglimento. -3 al giuramento

19/05/1988 giovedì

Solite marce esasperanti, stress alle stelle ma, tranquilli, domani arrivano i nostri. Vari giochetti per il fine settimana. -2 al giuramento.

20/05/1988

Incontro con i miei, tutto molto emozionante. -1 al giuramento.


- Il giuramento di tutto il nostro scaglione, terzo 1988, era stato organizzato per il giorno 21/05/1988, all'interno dello stadio Valerio Bacigalupo di Savona, poco distante dalla nostra caserma. Io non ero mai entrato in uno stadio di calcio così grande, né da spettatore e, tanto meno, da calciatore; pertanto, a quei tempi, non avevo idea di come potesse esser forte l'emozione, per una cosa che, in vita mia, non avevo mai provato.


21/05/1988

Entro nello stadio e mi batte forte il cuore. 


- Entrati nello stadio, fummo accolti da un boato; sulle tribune, una moltitudine di colori e volti indistinguibili, impossibile capire ove fossero i propri cari. Tutti suddivisi in plotoni, marciando, raggiungemmo il centro dell'impianto sportivo, disponendoci sul margine destro, con i volti a favore delle tribune. In divise tirate a lucido ed in guanti bianchi, alternando posture dovute ad un susseguirsi di ordini: "attenti, riposo, presentat arm"... Una lunga celebrazione che, dall'ingresso alla narrazione epica, ci condusse sino al momento in cui, finalmente, con un grido liberatorio, giurammo all'unisono, fedeltà alla patria. Questo accadde almeno per me e, probabilmente, per tutti quelli che, come me, urlarono: "Lo giuro! E non altro. Contestualmente al nostro urlo, dunque, alle nostre spalle, a suggello dell'importanza dell'evento, spari di mitraglia e fumogeni tricolore, tra gli applausi di tutti gli astanti convenuti.



- Finita la cerimonia, così come all'inizio, tornammo a marciare, guadagnando l'uscita dello stadio, riprendendo il percorso a ritroso, fin dentro alla caserma. Da quel momento in avanti, non saremmo più stati delle semplici reclute, ma militari in servizio effettivo, per altri undici mesi di naja. 

- Un particolare ringraziamento, ancora oggi, anche se a distanza di così tanto tempo, va al mio Amico fraterno Daniele che, con la sua storica telecamera, immortalò l'evento e, a suo padre, Franco che, carinamente, si rese disponibile, affinché Daniele, quel giorno, potesse essere presente al mio giuramento.

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- Dopo la cerimonia del giuramento, dismisi la divisa riponendola ordinatamente e, svelto, corsi fuori ad abbracciare i miei cari, il mio papà Gianfranco, la mia mamma Isabella, la mia sorellina Normetta ed anche Daniele con suo padre. Ricordo il piazzale antistante le compagnie, pieno di persone sorridenti e festanti, ricordo la mia gioia. Fu un giorno speciale, carico di emozioni forti. Tutti insieme, quindi, una volta fuori dalla caserma, trascorremmo quelle ore in allegria, scattando foto e scambiandoci sorrisi fino a quando, poi, nel tardo pomeriggio, dovemmo congedarci da Daniele e suo padre, in quanto, per loro, c'era un viaggio di ritorno da affrontare. Io, invece, in quella circostanza, avendo ottenuto una licenza premio per il giuramento, rimasi con i miei, trascorrendo altre ore preziose, in loro compagnia.



21/05/1988 sabato

Ho ottenuto una licenza di trentasei ore, questa notte dormirò in albergo, con i miei genitori.

22/05/1988 domenica

Oggi sono stato con i miei genitori a Genova, bella giornata ma, alla loro partenza sono di nuovo triste.

23/05/1988

Giornata chiaramente nera, in serata non sono uscito, ed ho messo in "ordine" il mio armadietto.



- Rientrato nella normalità del mio addestramento militare, dunque, ricominciai ad occuparmi di servizi e lezioni varie. Tra questi ricordi, ce n'è uno in particolare, quello del giorno in cui ci fecero smontare e rimontare i fucili, per farcene osservare la componentistica ed il funzionamento, ricordo che mi piacque moltissimo, la trovai una lezione molto interessante. Accadde il 24/05 del 1988. 



26/05/1988 giovedì

Rimango a Savona, non mi passa più!! Lavoro in ufficio matricola.

27/05/1988 venerdì

Quest'oggi sono andati tutti a destinazione, la 13^ squadra non esiste più. Domani, probabilmente, sarò trasferito in compagnia comando, "la fossa dei leoni!".



- Dunque, pochi giorni dopo il giuramento, mi fu confermato che, a differenza dei miei commilitoni, io sarei rimasto in servizio a Savona, almeno per tutto il mese successivo. La prospettiva, a quel punto, era abbastanza fosca, avrei dovuto trasferirmi nella compagnia comando e servizi, quella compagnia, operativa/punitiva che, a quei tempi, era una nota fucina di "nonnismo". Il cosiddetto "nonnismo", era un'insieme di pratiche di sopruso psicologico e fisico che tendevano a destabilizzare le persone, a renderle "schiave" di un meccanismo per il quale, s'eri l'ultimo arrivato, non avevi diritti, o meglio, li avresti avuti solo, pian piano, avanzando con il periodo di servizio maturato. Ovviamente, chi giustamente si opponeva a tali arbitrii, si trovava di fronte ad un "branco" che, da quel momento in avanti, gli avrebbe reso la vita e, nello specifico, quella vita militare, difficilmente affrontabile. Gli atti di nonnismo, venivano praticati nella maggior parte dei casi di notte, quando si era più vulnerabili, quando, sorpreso nel sonno, non potevi scappare. Molto spesso, questi atti erano tollerati, anche da chi governava le cose, perché servivano a tenere una sorta di "disciplina", tra i ranghi. Io in realtà, fino a prima di entrare nel "vivo" del servizio, del nonnismo, ne avevo solo sentito parlare. Quando venne il giorno del mio ingresso in Compagnia Comando, mi fu assegnato un posto branda ed un armadietto, cose che, un congedante, aveva usato sino a quel momento. Prima del mio arrivo, infatti, quel giorno, mentre gli ero accanto, stava ancora sgomberando la postazione, da tutte le sue cose. Fu questo stesso congedante che presentandosi, mi donò degli oggetti, in eredità, nel gergo: "In stecca". Nella prospettiva della prosecuzione del mio servizio, mi diede delle dritte e dei consigli che io, scrupolosamente, osservai. Ricordo questo ragazzo, più o meno della mia età che, borbottando delle parole cariche di rancore, inveiva verso chi, a suo dire, lo aveva ingiustamente trattenuto oltre i termini previsti, a causa di giorni di rigore, scontati per degli atti di nonnismo. Fu in quel preciso momento che toccai con mano, quanto e come fosse radicata quell'ideologia, nella testa delle persone che mi avevano preceduto. Fu allora che capii che c'era da stare attenti perché, se qualcuno era disposto a prendere finanche dei giorni di rigore, in nome d'una pseudo-ideologia, voleva dire che, in quel contesto, la testa cominciava a girare male. Ad ogni buon conto, quando alla fine rimasi solo, cominciai a sistemare le mie cose e, nel procedere velocemente con questo lavoro, ad un certo punto, mi accorsi che nel mio "nuovo" armadietto c'era della compagnia, mi accorsi ch'era pieno di formiche; evidentemente, grosse pulizie, nei mesi precedenti, non ne erano state fatte. A quel punto, fui costretto a disinfettare tutto, con prodotti di fortuna e poi, finalmente, riuscii a sistemare le mie cose. Durante quella notte, come da copione consolidato, ci fu il cosiddetto "battesimo", la procedura che, ufficialmente, accoglieva in Compagnia le nuove reclute e segnava il passaggio da uno status all'altro. Da lì in avanti, per non dormire preoccupati, fu necessario aderire alle regole del nonnismo, eludendole puntualmente ed abilmente, con fughe e magheggi vari.



28/05/1988 sabato

Trasferimento  in compagnia comando. Per il momento tutto è abbastanza tranquillo, ho fatto la prima branda e, questa sera, monto di courvé cucina. Quando sarai borghese, queste cose, ti faranno ridere! Altre tre brande...

29/05/1988 domenica

Sono stato tutto il giorno di courvé cucina, non voglio commentare. Serata in giro con Lirio Calì; saluto agl'ultimi amici del C.A.R. Nessuna branda.

30/05/1988 lunedì

Paurosa fuga, in treno. Morale risalito ai massimi; rientro da velocista; in nottata marcette, cucù e altri atti di nonnismo..

31/05/1988 martedì

Oggi ho fatto la prima guardia (PAO), sono sempre giù di morale, se però ottengo la licenza per il prossimo fine settimana, beh, allora...

01/06/1988 mercoledì

Oggi sono stato a cena da solo, molta tristezza.

02/06/1988 giovedì

Quasi quasi riesco ad uscire indenne ma, alla fine, purtroppo, mi beccano.. Una branda!..

03/06/1988 venerdì

Mattinata ai cancelli, in nottata altri atti di nonnismo..

04/06/1988 sabato

Ancora una fuga per la libertà... oggi, addirittura, ho trovato due fuori di testa, cannaioli, che in auto, mi hanno accompagnato sino a destino, una volta sceso,  dopo due ore in quell'abitacolo, ho fatto fatica a stare in piedi..

05/06/1988 domenica

Oggi ho montato di Damiano, secondo servizio di guardia; ore 12.00.

06/06/1988 lunedì

Oggi ho staccato di Damiano, ore 12.00; serata comatosa.

07/06/1988

Oggi ho saputo che andrò a Torino; sempre oggi mi è stato firmato il nulla osta per la mia prima licenza (3+2).

08/06/1988

Avanti e indietro per un ventilato sciopero, caserma stazione, stazione caserma.. ma poi tutto è stato revocato ed io finalmente partirò domani, alle 18.56.

09/06/1988

Partenza per la prima licenza, si torna a casa!..



10/06/1988 venerdì

arrivo a Termoli alle ore 5.30 del mattino inizia di nuovo la vita.


- Dopo una nottata insonne passata in treno, ma carico come una molla, In attesa di tornare a casa, per riabbracciare tutti. Ricordo benissimo quel "ritorno", dai finestrini, il mio mare, da lontano, il profilo del paese vecchio, illuminato dalle luci fioche, a mazz dù castìll... Arrivai in stazione che c'era ancora buio, uscii all'esterno e, non avendo avvisato nessuno del mio arrivo, nel mio solito stile, essendo a piedi, per non disturbare, non essendoci autobus disponibili a quell'ora, decisi di prendere un taxi e, allora, mi avvicinai a quello splendido taxi blu, una magnifica berlina BMW, il taxi più bello della Termoli di allora. A bordo di quell'auto mi sentii d'onorare al meglio, il mio ritorno a casa; di quella scelta, ricordo d'esserne stato molto felice. Arrivato sotto casa, suonai al citofono, svegliando tutti e, salito al secondo piano di Via dei Mandorli 74, riabbracciai finalmente la mia famiglia assonnata, mia madre, mia sorella e mio Padre... Dio, mio padre, come mi manca!... Immediatamente la moca del caffè fu sul fuoco, ci sedemmo tutti attorno al mobile isola, da noi denominato: "piano appoggio", lo stesso che, ancora oggi, divide la cucina dal soggiorno. Ricordo l'alba di quel giorno, attraverso la finestra del cucinino, osservavo quel sole che magicamente si alzava dal mare, illuminando la mia gioia, ed il volto dei miei cari; ho ancora negli occhi, la luce intensa di quei raggi, quel bagliore stupendo che avevo visto già altre volte ma che, quel mattino, era unico e speciale.


11/06/1988 sabato

Arriva in licenza anche Roberto, la festa continua!..

12/06/1988 domenica

Sole e mare!



13/06/1988 lunedì

Purtroppo penso già alla partenza.

14/06/1988 martedì

Viaggio allucinante, alle 21.30 sono a Savona, l'incubo continua..

15/06/1988 mercoledì

Ci risiamo, sveglia con la tromba, oggi sono già di guardia.. Beh, sono tornato in caserma..

16/06/1988 giovedì

Oggi sono particolarmente triste, evito dunque ogni genere di commento.

17/06/1988 venerdì

Tutto tranquillo o quasi..

18/06/1988 sabato

Domani monto di profondità (guardia), oggi vorrei andare in fuga , ma non ho molta voglia e, probabilmente, non troverò un passaggio; sicuramente sto male. La fuga è stata impossibile da realizzare, lo stato d'animo, più o meno, è quello.

19/06/1988 domenica

Come tutte, anche questa, è una guardia assurda.

20/06/1988 lunedì

Finalmente è finita... la guardia!..

21/06/1988 martedì

Soliti timbri e prediche nell'ufficio logistico, oggi non esco; ho lavato dei panni e, più tardi, vado a vedere la partita.

22/06/1988 mercoledì

Oggi sono tornato a sparare, 5 centri col FAL, a raffica e 13 centri con il Garand. Ho un mal di testa da paura, per il resto, è tutto normale.

23/06/1988 giovedì

Guardia Bligny, come volevasi dimostrare...

- V^ guardia, 14 giorni dalla licenza, 57 giorni fatti, 308 giorni da fare

24/06/1988 venerdì

Fine guardia, sono distrutto. Sono andato a mangiare fuori con occasionali amicizie.

25/06/1988 sabato

Oggi son di piantone ai cancelli, è praticamente iniziata la brutta storia della forza minima, letto un bel libro di De Crescenzo. Ho saputo che sarò trasferito venerdì; mah, chissà!

26/06/1988 domenica

Ho smontato dal servizio, ultimo turno da tre ore e mezza. In serata in giro con Calì e Pozzi, prima in pizzeria, poi al cinema e, infine, la lunga camminata per rientrare.

27/06/1988 lunedì

Rientrati dalla forza minima per qualche giorno, si riesce a respirare un po'; questa sera sono libero e dovrò gestirmela come meglio posso. Mi fa male la testa, non esco! Telefonata interessante.

la naya è una merda, se la vita è la naja, la vita è una merda....

28/06/1988 martedì

sono di guardia: Damiano, forse, spero, è l'ultima guardia, ma hai visto mai!..

29/06/1988 mercoledì

Finita di Damiano, ho fatto il culo ma, se è l'ultima, mi sta anche bene. 

Espresso di Antonella.

brutta serata, ho saputo che il mio trasferimento, è in alto mare; mia madre mi piange al telefono, bella storia!...


 


30//06/1988 giovedì

Oggi si è congedato il V° 87. Questa sera sono uscito solo, cinema e margherita, domani non sono di guardia e vedrai che mi farò tranquillamente il festivo di guardia; aspettare per credere.

01/07/1988 venerdì

trasferimenti, ala A ala B, che storia!..

02/06/1988 sabato

Ah, lo sai che sono andato in fuga.. Tutto ok, mangiata per la prima volta in vita mia, la carne cruda, il cosiddetto "carpaccio", pensavo fosse prosciutto crudo!...

03/07/1988 domenica

Sono uscito con degli amici, per andare a Varazze, per il trasferimento ancora nulla..

04/07/1988 lunedì

Sempre a Varazze con Bacchi; la continuità dei servizi, sembra allentata.

05/07/1988 martedì

Cazziata in ufficio, oggi non vado a mangiare, ho appena preso una pillola per il bruciore di stomaco... Mi chiedo sempre più:<<Mi passerà?>>.

06/07/1988 mercoledì

Ieri ho telefonato tre volte a casa perché, il mio sargente, per il trasferimento, mi ha dato un'altra scadenza. Oggi atti di nonnismo e tanta tristezza.

7 guardie - Bligny

07/06/1988 giovedì

oggi sono stato di guardia, la settima, però è finita e ora si esce... ah, lo sai!

Ho saputo che, a Torino, non ci sono posti branda liberi...

28 giorni dalla licenza, 286 giorni ancora da fare.

08/07/1988 venerdì

- 85 giorni ai 200

Giornata paranoica, bruciore di stomaco persistente, questa sera non so che fare, vorrei dormire, ma qui è un pericooso rimanerci, vedi una branda...

09/07/1988 sabato

Incastrato per la seconda volta ai cessi, in cinque ore ho finito e poi birra e solitudine.

10/07/1988 domenica

Smonto dal servizio e, al volo, a S. Remo, bagno passeggiata e tanto movimento.



11/07/1988 lunedì

Mi hanno incastrato di N.C.C., ho visto cadere della roba da mangiare a terra, poi raccolta e rimessa nel pentolone; ho prontamente denunciato la cosa al diretto superiore di servizio. Spero che questo trasferimento arrivi presto, per non vedere più questo macello.

12/07/1988 martedì

Secondo giorno di Nucleo Controllo Cucina che palle!

Ho visto tante di quelle cose che ora sono nauseato, di conseguenza, mangio poco e penso sempre.



13/07/1988 mercoledì

Terzo giorno di N.C.C., c'è certa gente maleducata che rende il tutto ancor più difficile. Serata allo spaccio, a guardare la TV.

14/07/1988 giovedì

Mattinata da perfetto sconvolto, continua lo stressante servizio di N.C-C., domani, finalmente, finirà.

15/07/1988 venerdì

Smonto dal servizio N.C.C., so che martedì, forse, partirò alla volta di Torino. Cena e serata con gli amici.

16/071988 sabato

Nessun servizio, oggi è arrivato un fonogramma da Roma, spero che sia solo la volta buona.In libera uscita, sono andato in piscina, poi al cinema e, infine, a mangiare una pizza.

17/07/1988 domenica

Passata con un amico, Maurizio, in piscina. In serata solita pizza da Andrea e poi il rientro.

18/07/1988 lunedì

Preparativi per la partenza, domani vado a Torino, chissà cosa troverò.


 

19/07/1988 martedì

valigie pesantissime, caldo assurdo, ambiente nuovo; ecco la cronaca di questa mia prima giornata a Torino. Appena arrivato, su per le scale, fortuitamente, incontro tale Edoardo F. di Campobasso, neanche a farlo apposta: "Scusa, qua come funziona con i servizi di guardia? lui: "Ma di dove sei?" Io: "Sono di Termoli, in provincia di Campobasso, e tu?..."


- Edoardo Falcione,

questo Signore e la "S" maiuscola è d'obbligo, ritengo che sia stato e che sia a tutt'oggi, un caro Amico, una persona conosciuta fortuitamente, in cima ad uno scalone, un autentico Signore che pur potendoselo permettere, ripudiava l'ostentazione, preferendole l'umiltà e la modestia. Un Signore che ha saputo incidere il suo ricordo, nella mia memoria e tra i miei affetti più cari. Un Amico che, in quel periodo, all'occorrenza c'è sempre stato. Grazie Edo!


20/07/1988 mercoledì

Primo giorno al CMRNO Comando Militare Regione Nord Ovest, mi hanno assegnato all'ufficio logistico; gente ok, lavoro ok e, in serata, con due amici. Nulla osta per la prossima licenza, già firmata, da oggi.

AMERIKA!

21/07/1988 giovedì

Secondo giorno d'ufficio, caldo asfissiante. Mi passa poco.

22/07/1988 venerdì

In giro con gli amici per Torino, il tutto scorre piacevolmente.

23/07/1988 sabato

Monto di guardia "Alti Comandi", logicamente, turno peggiore, e pensare che pensavo di non far più guardie..

24/07/1988 domenica

Finita di guardia! Una bella doccia, una mangiata e poi esco.

25/07/1988 lunedì

Mattinata tranquilla in ufficio. Serata in giro squattrinato.

26/07/1988

Altra giornata afosa e stressante, ma la licenza è vicina, questa sera non esco.

27/07/1988

Per poco non mi gioco la licenza, ero di servizio e non avevo visto il mio nome..

28/07/1988

oggi ho montato di piantone, insieme ad altre due persone, il tutto non è affatto pesante.



29/07/1988 venerdì

Dopo dieci ore di treno, nel giorno del mio compleanno, a cinquanta giorni dall'ultima licenza, sono finalmente a casa. Arrivato in stazione, mi aspettavo di trovare tutti i miei amici e, invece, con mio sommo stupore, trovai ad attendermi solo la mia famiglia. Chiesi spiegazioni e mi fu detto che non s'era visto e sentito nessuno... Lo scoramento era totale, comunque entrai in auto e, con i miei, ci dirigemmo verso casa, con mille pensieri nella mia testa.. Entrato in casa, tutto sembrava normale, nessuna sorpresa... Incredibile, davvero incredibile, pensai... Lasciata la valigia ed i pacchettini vari, in ordine sparso, cominciai a spogliarmi per entrare in doccia; fortunatamente, mi lasciai su i boxer. Appena fui dietro alla porta del bagno, nell'atto d'aprir la porta, avvertii del caldo anomalo, quel caldo tipico che fuoriesce dal bagno quando qualcuno, prima di te, ha già fatto la doccia... Fu la sensazione d'un attimo che, improvvisamente, fu supportata da una diversa motivazione, da un boato di voci urlate... In sintesi, erano tutti nel bagno, alla fine di luglio, silenziosi ed ammucchiati, con un caldo senza eguali.. Erano tutti là, dinanzi al mio stupore, ed alla mia incredulità, illuminate da quella luce di lampadine che tardava ad arrivare; se ci ripenso, ancora oggi, mi vien da sorridere... Certe cose, lasciano segni nell'anima e nella memoria... Salutai e baciai tutti, ad uno ad uno, rigorosamente in mutande..



30/07/1988 sabato

Non mi sembra vero, sono a casa. Questo è stato il compleanno più bello dei miei ventuno.

31/07/1988 domenica

Mare, sole, spenzieratezza, com'è bella la libertà...

"Chi naja non prova, libertà non apprezza". (Cit.)

01/08/1988

Gita al Parco Nazionale d'Abruzzo con gli amici, finale con brivido.

02/08/1988 martedì

Il riposo, in quest giorni, non è concesso, partita a calcetto.

03/08/1988 mercoledì

Ho fatto la nottata n bianco, a causa d'un malessere passeggero; compleanno di Cristian, bagno a mezzanotte.

04/08/1988 giovedì

Doveva essere una giornata felice per me e, invece, oggi finisce una storia molto importante. (29/09/1988 La mia ingenuità, a volte, mi stupisce).


 
05/08/1988 venerdì



Purtroppo è arrivata anche la partenza, in stazione ci sono tutti tranne una, questo rientro è cominciato male!.. Viaggio dei peggiori, piegato in due.

06/08/1988

Serata tranquilla. Ho marcato visita, lunedì vado in Ospedale Militare qui a Torino, ho paura! Oggi monto di piantone notturno, era comunque previsto.

07/08/1988 domenica

Ancora una giornata all'insegna l nervosismo, i miei da due giorni non rispondono a telefono Son riuscito a sapere che la mia famiglia è a Caramanico. Pomeriggio tranquillo, nonostante il fine servizio di piantone notturno.

c

Ieri sera sono uscito con Pasqualino, per andare a mangiare una pizza; ho approfittato della sua conoscenza della città, per andare a vedere il parco Valentino. oggi raggi all'ospedale militare, rientro in ufficio e finalmente son riuscito a parlare con i miei, a telefono.

09/08/1988 martedì

Spaghettata da Andrea, s'è trattato d'una serata davvero piacevole, in mattinata in ufficio, come al solito.

10/08/1988 mercoledì

Solita giornata in ufficio, serata a casa di Andrea. Domani monto di De Sonnaz.

11/08/1988 giovedì

Tra mezz'ora monto di guardia, dovrebbe essere la nona. Sono incazzato nero, perché mi hanno fatto saltare il 48 nel quale, già speravo per tornare a casa. Domenica su lunedì, piantone. I cinque giorni di licenza presi a Savona, non mi sono stati scalati.

12/08/1988 venerdì

Servizio iniziato bene, sta finendo in paranoia.

13/08/1988 sabato

Giornata no, saltato il 48, passerò questo fine settimana da solo. In serata sono uscito solo, cinema, ristorante e sala giochi.. che vita!..




14/08/1988 domenica

Giornata di cazzo, dentro questa caserma assurda. Il servizio di piantonaggio continua, con svariati imboscamenti..

15/08/1988 lunedì

Smonto di piantone, serata allo spaccio.

16/08/1988 martedì

E per la terza volta, rivedo "Codice Magnum", subito dopo, la seconda cena al Brek, con Antonio e Fabio.

17/08/1988 mercoledì

Giornata stronza, no-comment.. In serata passeggiata con gli amici, vista la mole.

18/08/1988 giovedì

Prima cazziata in ufficio; questa sera monto di guardia all'armeria, decima guardia.

19/08/1988 venerdì

Ecco la prima punizione, a causa di un distacco inesistente, cinque giorni di consegna semplice, per una inconsapevole cazzata prima del servizio. Serata tranquilla, bisogna guardare avanti, nonostante tutto. E' possibile che io debba affrontare un processino.




- Questa è, purtroppo, una parentesi significativa per il percorso del mio servizio militare, ma anche per la mia vita, da qui in avanti. L'episodio fu sciocco, io venivo da una casema operativa punitiva, quella di Savona dove, prima del servizio di guardia armata, c'era un lungo distacco; in parole povere, ti dicevano, per filo e per segno, quello che dovevi fare, come ti dovevi comportare. In mano, avevi un arma che, volendo, poteva sparare; era, dunque, giusto, sapere come comportarsi. A Torino, invece, era tutto più "all'acqua di rose", da quel punto di vista, veniva lasciato tutto, un po' al caso. Io, in quella circostanza, ebbi il torto di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato, ma in totale buona fede. Per quell'episodio, fui costretto ad affrontare il cosiddetto "processino", durante il quale, avrei potuto rischiare dei giorni di rigore e che, invece, difendendomi da solo, come un leone, riuscii ad evitare. Infatti, riuscii a limitare i danni, ottenendo solo una punizione lieve, consistente in cinque giorni di consegna semplice. Tutto sommato,  alla fine, nulla di che, se non fosse stato per il fatto che, con tutta quella tensione, con la paura addosso, la solitudine e l'inesperienza, in quella circostanza, mi spinsi oltre, evidentemente troppo in là,  verso problemi più seri. Durante quel fine settimana, infatti, feci un uso spropositato di musica, fruscii, testi parlati, attraverso gli auricolari del mio apparecchio stereo walkman dell'epoca, in realtà, senza ascoltare poi nulla, in quel momento avevo in testa solo i miei pensieri e le mie paure e, fondamentalmente, senza accorgermene, mi feci del male da solo.


20/08/1988 sabato

Mattinata da punito, non c'è verso di fare un fine settimana fuori dalla caserma. Pazienza. vuol dire che mi rifarò; la parola d'ordine è guardare avanti. Serata allo spaccio, davanti al televisore.

21/08/1988 domenica

Giornata insignificante ed infruttuosa, come del resto ne ho già vissute.

22/08/1988 lunedì

Giornata grigia, fuori e dentro, in serata partita a carte con Edoardo, poi andrò allo spaccio, nella speranza che ci sia un bel film. Film visto e rivisto, telefono a casa ed a Roberto. 

24 giorni dalla licenza.

23/08/1988 martedì

Mattinata particolarmente tranquilla, mi hanno pagato il trasferimento da Savona, praticamente, mi sono imboscato. Mi è stato consegnato il documento relativo alla consegna semplice.

24/08/1988 mercoledì

Ultimo giorno di punizione, speriamo!..

Colonnello Solinas: "Vi ficco dentro!.."

25/08/1988 giovedì

Questa sera break, cinema e tanta voglia di libertà, ancora, telefonata a casa.

26/08/1988 venerdì

Serata rivelatasi piacevole, nonostante i presupposti.

27/08/1988 sabato

Monto sabato su domenica di "Pro Curvè", dicono sia un servizio leggero. Cartolina da Andrea Vitt. 9/87

28/08/1988 domenica

Oggi smonto di servizio e poi esco. La giornata pare normale. Sono andato al cinema, ho telefonato a casa ed a Daniele, puntuale l'invito che fare?

29/08/1988 lunedì

Giornata all'insegna della scazzatura. Dopo una telefonata interlocutoria, questo fine settimana, spero di poter andare in permesso 36 ore; per il resto, ci rimettiamo nelle mani del destino.

30/08/1988 martedì

Solita giornata di lavoro in ufficio, vedremo in serata cosa salterà fuori. Questa sera non esco, ho mal di testa, scriverò ad Antonio Di L.

31/08/1988 mercoledì

Domani monto di guardia, sperando così di poter avere questo benedetto 36 ore, anche se c'è il servizio di picchetto d'onore che rompe e non poco. Non sono stato scelto per il picchetto, ho qualche speranza in più, d'avere il 36. Questa sera non esco.

01/09/1988 giovedì

Tra poco monto di guardia armeria, quella stessa che, due settimane fa mi costò la consegna semplice.Il permesso 36 ore dovrebbe essere cosa fatta, ma è meglio dirlo quando sarà in mio possesso.

02/09/1988 venerdì

Finita di guardia, via libera per il 36 ore, era ora!..

03/09/1988 sabato

Si parte, ho il 36 in mano, speriamo bene!



04/09/1988 domenica

Sono finalmente in licenza. In mattinata, sul presto, vado a giocare a calcetto. All'inizio sembra tutto normale ma dopo un po', mentre gioco, comincio a sentirmi male, l'orecchio destro comincia ad ovattarsi e la testa comincia a girare di brutto, ma ci tengo e non mollo. Allora tento di stringere i denti, fino a quando, in occasione di un contrasto di gioco con Davide, ecco arrivare il colpo di grazia, una violente manata in pieno viso, col taglio della mano, come fosse un colpo di karate, direttamente e violentemente sul mio setto nasale... A quel punto, non capisco più niente, solo tanto sangue e un giramento di testa da non stare più in piedi. Mi accascio a terra, sto malissimo.. Mi accompagnano a casa, ricordo che una doccia veloce, non stavo meglio anzi, il giramento di testa era talmente forte da causarmi conati di vomito. Vista la situazione, a quel punto, mi accompagnarono al pronto soccorso. Dopo i primi accertamenti di routine, decisero di trattenermi, mi ricoverano in ospedale. Essendo io allora un militare in servizio, s'avviò necessariamente tutta la procedura del caso. Il giorno dopo, parlai con un medico, probabilmente un otorino, non ricordo, questi mi disse che avevo subito una violentissima contusione che, però, non aveva prodotto fratture. Questo stesso medico, mi disse che avevo il setto nasale deviato, cosa che peraltro sapevo già e che, qualora avessi avuto l'intenzione di farlo, avrebbero, lui e la sua equipe, potuto operarmi, per correggere tale anomalia. Per i fortissimi giramenti di testa, invece, non avevano trovato nulla.



05/09/1988 lunedì

Secondo giorno d'ospedale, vengono fatti vari accertamenti, si susseguono le visite.

06/09/1988 martedì

Sono ancora qui, in ospedale, ho conosciuto gente simpatica e mi diverto.

07/09/1988 mercoledì

Bella storia, ora riesco a star vicina di miei affari e a star lontano dalla caserma.

08/09/1988 giovedì

Sono ancora dentro. Lettera di Antonella, trovata al mio rientro in caserma.



09/09/1988 venerdì

135 giorni fatti; 50 giorni di Torino, si sono cinquanta giorni, ma non tutti di... Torino!! Alla fine s'è deciso per l'operazione, nel frattempo ho avvisato anche mio padre che ha appreso questa novità a telefono e, domenica, con il primo treno salirà da me... Dovevo essere operato stamattina, ma poi è stato rimandato tutto a lunedì.

10/09/1988 sabato

Week end in ospedale, CHE STORIA!

11/09/1988 domenica

Siamo alla vigilia dell'intervento, arriva mio padre.

12/09/1988 lunedì

Intervento in anestesia locale, ogni commento potrebbe risultare lontano dalla realtà.


- Ricordo che, durante l'intervento, parlavo con il chirurgo che stava operando, ricordo, come in un sogno, i rumori causati dallo "scollamento" del setto, mentre, ricordo benissimo il filo di sutura che mi scorreva, su e giù dal labbro.


13/09/1988 martedì

Ormai il peggio è passato.

14/09/1988 mercoledì

per fortuna ci sono Mario e Salvatore, con i quali mi diverto e gioco a carte e, intanto, il tempo passa. Lettera di Andrea che ritroverò al mio rientro in caserma.



15/09/1988 giovedì

Vengo dimesso dall'ospedale, prima tappa Carabinieri; seconda tappa presidio militare; terza tappa ricovero a sorpresa, presso l'ospedale militare di Baggio, a Milano.



16/09/1988 venerdì

Breve visita e, finalmente, mi vengono concessi quindici giorni di convalescenza; esco alle 15.30 dall'Ospedale Militare, con mio padre arriviamo a Torino e da qui ripartiamo alle 21.00. Due lettere, Andrea e Antonella.



17/09/1988 sabato

Da oggi decorre la convalescenza.


18/09/1988 

Bella storia, il fine settimana a casa!!


19/09/1988

Domani vado a Busto.



20/09/1988

Partenza ore 9.45 I.C., arrivo ore 16.25, in stazione trovo compagnia.


21/09/1988 lunedì

Giorno della medicazione, tutto ok. Incontro ok; a volte è tutto così bello. In serata pizza e benessere.


22/09/1988 martedì

Oggi parto, ieri sera c'è stata maretta ma poi, tutto si è risolto. Incontro con Rubrik.



23/09/1988 venerdì

Giornata passata in giro per Termoli, con la vespa.


24/09/1988 sabato

Mattinata da spazzato. Serata in giro con Roberto, come al solito.


25/09/1988 domenica

In mattinata "capuzza" al mare, pranzo con i parenti, serata a casa.


26/09/1988 lunedì

Dieci giorni di convalescenza. Ultima settimana a casa.


27/09/1988 martedì

Giornate mosce, s'avvicina la partenza.


28/09/1988 mercoledì

Domani vado a Campobasso, chissà che sorpresa troverò questa volta. Ultima giornata di mare.


29/09/1988 giovedì

Come presumevo, anche questa volta, c'era la sorpresa. Mi hanno rimandato al corpo, due giorni prima... e beh!..


30/09/1988 venerdì

Non sono impazzito di rientro, anzi!.. Ho presentato due permessi e cioè un 16.30 - 24.00 e un 36 per Busto. Lettera da Savona, cartolina dalla Grecia.


 


01/10/1988 sabato

Dovrei partire in 36. Infatti, dopo varie "peripezie" sono arrivato a destinazione, per godermi questo secondo 36 ore.


02/10/1988 domenica

Bella mattinata, piacevole serata. Rientro senza intoppi. Domani sono di piantone allo spaccio.


03/10/1988 lunedì

mi hanno cambiato il servizio, ora sono di guardia "De Sonnaz"


04/10/1988 martedì

Smonto di guardia, tutto è filato liscio, nonostante il maggiore Fiorella.


05/10/1988 mercoledì

Vado al cinema a vedere Eddie Murphy, con Pasquale ed Ivan; in serata, strana telefonata, c'è qualcosa che non va.


06/10/1988 giovedì

Sono uscito con Andrea V., abbiamo camminato per un sacco di tempo.


07/10/1988 venerdì

Ho lavorato come un dannato, non ho nemmeno il premessimo, però uscirò comunque per vedere la faccenda dell'albergo. In serata, dopo una telefonata determinante, decido di partire all'avventura..


08/10/1988 sabato

Addestramento formale, 36 e fuga. Nel pomeriggio inizia la ricerca. Splendida serata, nonostante una grossa delusione. 


09/10/1988 domenica

Bellissima giornata di sole, il buongiorno lo si è visto dal mattino.. Ore 19.38, riparto per l'ennesima volta.


10/10/1988 lunedì

Domani dovrò montare di Pao-Courvee


11/10/1988 martedì

Monto di Pao e che vogliamo fare!.. Piove a dirotto.


12/10/1988 mercoledì

Quasi finita di servizio, pochi al cambio. Il solito pensiero m'assilla.


13/10/1988 giovedì

Cartolina di Antonio D. L., riceverla mi ha fatto tanto piacere. Lavori forzati per l'ufficio. In serata, esco sotto alla pioggia.


 

14/10/1988 venerdì

Sono fuori di testa!


15/10/1988 sabato

Lettera di Marcello, monto di guardia armeria però, prima, esco a telefonare ed a fare due passi.


16/10/1988 domenica

ore 8.16, naturalmente imboscato in camera, dopo una notte di guardia, con sole quattro ore di sonno.


17/10/1988 lunedì

Solita mattinata in ufficio. Malore in serata.


18/10/1988 martedì

Ricovero in infermeria, passa poco!


19/10/1988 mercoledì

Ancora un'altra mattinata e, presumo, per tutta la giornata qui, in questa infermeria. Sono scappato via!


20/10/1988 giovedì

Decisione a tre: io, Gubitosi e tenente medico, sabato vado a casa!


21/10/1988 venerdì

Domani, molto probabilmente, andrò in 36 a Termoli; avrei preferito la salute ed  altro. Lettere di mio padre, Toffee e Roberto, record stagionale.  



22/10/1988 sabato

Ore 11.17, partenza per il 36. Ore 21.06, arrivo a Termoli.


23/10/1988 domenica
Ore 16, ricovero in ospedale per accertamenti; scatta il "riposo Patria".


24/10/1988 lunedì
Primo giorno intero in ospedale civile.

25/10/1988 martedì
Passa relativamente poco, prima fuga serale.

26/10/1988 mercoledì
La giornata passa e arriva la seconda fuga.

27/10/1988 giovedì
Piacevole giornata casalinga, nessuna novità di rilievo, telefonata gradita.

28/10/1988 venerdì
Hai presente quelle sere in cui ti senti scazzato? Beh, hai immaginato questa mia serata.  Oggi Gilda ha avuto il bimbo, è nato Pasqualino Antonetti junior.

29/10/1988 sabato

30/10/1988 domenica
Pranzo a casa, partita allo stadio, Termoli-Vastese, abbiamo perso purtroppo, 0-2.

31/10/1988 lunedì
Solita fuga serale.

01/11/1988 martedì
Visite, risate, riposo, queste sono le tre cose positive, di questa permanenza ospedaliera.

02/11/1988 mercoledì
Signori, siamo a Novembre.

03/11/1988 giovedì
Sfuma una cena con gl'alteri amici, perché è successo un casino in ospedale.

04/11/1988 venerdì
E' brutta la notte in ospedale, ma gli errori si pagano.

05/11/1988 sabato
Dalle carte, risulta che, la mia dimissione, dovrebbe avvenire nella giornata di domani, ma io sono già fuori.

06/11/1988 domenica 
-164
Domenica tranquilla, quasi da civile, l'unica differenza sono questi 164 giorni sopraelencati.

07/11/1988 lunedì
Giornata tranquilla, interiormente sono irrequieto, un po' per la situazione, un po' per la lontananza dai miei affetti sentimentali, insomma, un po' per tutti i miei casini.

08/10/1988 martedì
Mattinata da recluso. Serata molto piacevole.

09/11/1988 mercoledì
Ultimo giorno da trascorrere interamente a casa. Domani andrò al Distretto Militare di Campobasso, speriamo bene.

10/11/1988 giovedì
Ore 8.10, sono a Campobasso, al Distretto Militare. Ore 10.15, tutto ok, torno a casa Ore 22.33, partenza per Torino.

11/11/1988 venerdì
Ore (.00, sono a Torino. Rientro in caserma e presento nuovo 36 ore. Per il momento tutto fila liscio. Serata normale, forse, s'impazzisce un po' di rientro.

12/11/1988 sabato
Parto in 36 ore alla volta di Busto, dopo quasi un mese.


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13/11/1988 domenica
... e, come sempre, si riparte da Milano C.le. Domani dovrei passare una visita in ospedale civile a Torino.

14/11/1988 lunedì
Ho chiesto visita; sono in camerata che attendo e che aggiorno questo diario. La visita non c'è stata perché, in infermeria, sono dei rospi.

15/11/1988 martedì
Difficile reinserimento in ufficio, d'altronde, era prevedibile. Ho un raffreddore della paura, ed anche il solito fastidio.

16/11/1988 mercoledì
Prima novità della giornata, domani monto di guardia armeria mentre, questa sera, non so cosa fare. In serata esco e dopo una telefonata, dubbi crescono, di pari passo con la paura.

17/11/1988 giovedì
Tra circa un'ora, per la quindicesima volta, monterò di guardia, sono particolarmente stressato.

18/11/1988 venerdì
Mattinata fredda, questa mattinata che mi vede di servizio, anche se ormai è quasi finita di guardia. Ore 17.01, finita di guardia, pronti per il 36.

19/11/1988 sabato
Con il 36 in mano, volo alla stazione e, alle 13,30, sono a Busto, per l'ennesima volta.

 


20/11/1988 domenica
Week-end di minore intensità fisica ma d'eguale intensità emotiva. Rientro difficoltoso, ma non troppo.


21/11/1988 lunedì

Dovrò montare per la sedicesima volta di guardia. Servizio a sorpresa datosi che, solo questa mattina, ne sono stato informato. Quasi finita, nonostante il freddo boia.

22/11/1988 martedì
Dal freddo, quasi svengo. Finita di guardia.

23/11/1988 mercoledì
Una giornata, questa, come le altre. In serata, arriva un rospo del 7°/88, il quale, subisce gl'istinti repressi.

24/11/1988 giovedì
Il rospo è ripartito, alla volta di S. Remo. Oggi sono usciti i servizi per il fine settimana, al 95% sono fuori.. Finita di 24 ottobre. Arrivato altro rospo di Francavilla, chiaramente 7°88.

25/11/1988 venerdì
Giovani, giovanissimi e meno giovani, il 3° trentasei è vicino.

26/11/1988 sabato
Sono nuovamente in 36 signori!! Ma, questa volta, rimarrò a Torino perché avrò visite. Edoardo mi presta la sua Golf GTD e scusa s'è poco.

27/11/1988 domenica
Stupendo questo 36 ma, alla fine, quanta tristezza rimane!

28/11/1988 lunedì
Tra qualche minuto dovrò montare di servizio di piantone, ho mal di testa e l'orecchio fischia sempre.

29/11/1988 martedì
Quasi finita di piantone. Quasi impazzito di servizio.

30/11/1988 mercoledì
Quasi finita d'ufficio. Sono rimasto con 100.000£, 50.000£ sono di P. Fresca. La decade, ci sarà pagata il 2/12, venerdì. Piove!

01/12/1988 giovedì
Ventinove giorni alla licenza di capodanno, sempre se riuscirò ad averla. Piove, si va sempre in ufficio a perder tempo.

02/12/1988 venerdì
Come temevo, ecco il primo doppio festivo. Oggi monto di piantone e domenica di piantone notturno. Passa poco! Rettifico, al posto del piantone notturno, monterò di guardia.. che fortuna, è?

03/12/1988 sabato
E' quando sei solo che devi trovare la forza per andare avanti. Finita di piantone!

04/11/1988 domenica
Il fine settimana, in questa caserma, è un qualcosa vitalmente allegro che... Oggi monto di guardia De Sonnaz. Attimi a montare.



05/11/1988 lunedì
Finita di doppio festivo, muti rospi che la vecchia è stanca. Lettere 2, Papà e Mamma. Cartoline 1, Cinzia.


08/12/1988 giovedì
tutto bene quasi nella totalità, ci sono le solite cose che ti fanno riflettere ma, per il resto, è tutto normale, forse troppo.

09/12/1988 venerdì
Il premessimo non mi è stato firmatomi , domani, ho deciso, vado giù. Mi sono arrivate le foto del Valentino.

10/12/1988 sabato
Parto alla volta di Termoli, alle 11.17; arrivo a Termoli alle 21.17 circa. Per i miei, grande sorpresa.


11/12/1988 domenica
Parto da Termoli alle 13.59, arrivo a Torino alle 00.15, con un'ora di ritardo da Bologna. 

12/12/1988 lunedì
In mattinata, stressato più del solito, penso già al servizio da piantone di questo pomeriggio. Monto di piantone ma, il viaggio ha lasciato le sue tracce.

13/12/1988 martedì
Finita, o quasi, di piantone. Poky per il Terzo! 
Esco e dopo una telefonata rientro ancora più angosciato di come ero uscito.

14/12/1988 mercoledì
Se si esclude la visita del Gen. Mocchi al reparto, la giornata è stata normale. Bella storia, per questo fine settimana sono di doppio, anche se non è andata come previsto.

15/12/1988 giovedì
Mega pulizia in ufficio; in mattinata, documenti non classificati, sono rimbalzati nell'uffici. In serata, caos telefonico.

16/12/1988 venerdì
Monto di guardia questo week end, passerà relativamente poco.

17/12/1988 sabato
finita di guardia, in serata esco per comprare qualcosa ai miei.

18/12/1988 domenica
Ci risiamo, si rimonta per il mio quinto e, si spera, ultimo servizio del mese. Ieri sera sono uscito a far compere ed ora, non ho più una lira.


19/12/1988 lunedì

Giornataccia, questa, per me; ieri sera, ho dimenticato l'orologio in bagno e mi è stato regolarmente fottuto. Intanto, il servizio, volge al termine, nonostante quest'oggi debba venire Mocchi.

20/12/1988 martedì
Attesa, tremenda Attesa!!.. Si continua a discutere sulle licenze ministeriali, permessi trentasei ore e balle varie. In serata arriva la notizia: "E' tutto ok!".

21/12/1988 mercoledì
Questa giornata, si distingue per una rosata in ufficio, commessa da "qualcuno", per un colloquio con il comandante.

22/12/1988 giovedì
ore 12.40 fin qui, giornata più o meno tranquilla, 

23/12/1988 venerdì
Moonwalker, serata da solo al cinema.

24/12/1988 sabato
Signori, ci apprestiamo a festeggiare il santo Natale in caserma. Devo proprio riconoscere che, la serata, è stata organizzata molto bene.


25/12/1988 domenica
In mattinata si rischia, quasi becco una punizione, per no essermi alzato per l'alza bandiera... ma si sa, la vecchia è più che mai stanca.. A mensa, nella fila Paolo Damosso mi urla: "Colonna, è già Natale!".. A ferragosto, mentre eravam di piantone ai cessi, mentre lui, torinese, si disperava per no poter essere fuori, gli dissi: "Paolo non preoccuparti, è già Natale"..


26/12/1988 lunedì

Queste sono vere e proprie giornate comatose; si vegeta, in attesa che il tempo passi. In mattinata a casa Grossi.


27/12/1988 martedì

Si torna alla normalità. Dopodomani, vado a casa.


28/12/1988 mercoledì

Fino alle 9.00 in ufficio, poi latitante.


29/12/1988 giovedì

Esco dalla caserma alle ore 8.00, arrivo a casa alle 18.40.


30/12/1988 venerdì

Primo giorno a casa, ma non sono felice al 100%, manca qualcuno...


31/12/1988 sabato

Capodanno comatoso..


01/01/1989 domenica

Eccomi tornato all'inizio però, questa volta, mancano solo un centinaio di giorni    (-108)  


02/01/1989 lunedì
Sono le 1.05 e mi manca!

03/01/1989 martedì
Continuo ad impazzire di licenza.

04/01/1989 mercoledì
Ultima partita a stoppa, domani torno in caserma.

05/01/1989 giovedì
Parto alle 9.45, arrivo a Milano alle 16.30, passo per Busto e poi in caserma. Biglietto di Cinzia.


06/01/1989 venerdì
Neanche il tempo per riposarmi e sono di nuovo a Busto in fuga. Domani in 36 ore.

07/01/1989 sabato
Si parte in 36, l'alba dello sputtanamento.

08/01/1989 domenica
L'attesa, i treni, lo sputtanamento.


09/01/1989 lunedì
E il comandante continua a rompere le palle.


10/01/1989 martedì
Guardia De Sonar con Fiorella.

11/01/1989 mercoledì
Smonto di guardia con Bimbo Mix.

12/01/1989 giovedì
Ultimi accorgimenti per la "cena dei cento".

13/01/1989 venerdì
Cena dei cento spettacolare, location perfetta, da mangiare e bere a non finire; insomma, la cena è andata benone e, al rientro in caserma, abbiamo sbranato mezza caserma. Ero assolutamente piegato, ubriaco perso e sono stato malissimo.

14/01/1989 sabato
Sabato dentro di servizio da piantone notturno.

15/01/1989 domenica
Domenica in compagnia di Paolini e Falcione, "La presa di corrente".

16/01/1989 lunedì
Abbiamo finalmente la corrente in camera.

17/01/1989 martedì
Per ora, niente servizi. Al cinema con Paolini: "Il tempo delle mele3"..

18/01/1989 mercoledì
Non si esce e s'impazzisce d'ultimi novanta (non tutti di caserma)
19/01/1989 giovedì
Non scorre, porca puttana.

20/01/1989 venerdì
Guardia armeria.

21/01/1989 sabato
Partenza in 36 ore alla volta di Savigliano da Franco Barile e sua moglie Grazia.


22/01/1989 domenica
36 ore in completo relax, forse troppo


23/01/1989 lunedì
Senza soldi, senza positività, andiamo ad iniziare questa nuova settimana.

24/01/1989 martedì
Purtroppo passa "X". Domani monto di piantone.

25/01/1989 mercoledì
Quasi finita di piantone.

26/01/1989 giovedì
Domani si parte per Termoli, per il solito periodo di pausa, il terzultimo.

27/01/1989 venerdì
Scendo con Carradori sino a Pescara e, con Consalvo e Venittelli, sino a Termoli.

28/01/1989 sabato
E, per l'ennesima volta, sono a casa in licenza. Oggi sono andato con mio padre a Pescara, per una visita specialistica, 200.000 lire.

29/01/1989 domenica
Termoli - Porto S. Elpidio: 1 - 2 Questa è l'unica nota di questa giornata.

30/01/1989 lunedì
Comincio a pensare alla partenza; sono poky, ma sono stanco, solo, spento.

31/01/1989 martedì
Telefonata imprevista ma sino ad un certo punto. Abboccamiles...

01/02/1989 mercoledì
E' possibile mai che io mi ritrovi sempre nei casini? 

02/02/1989 giovedì
Purtroppo ci sono gli scioperi, preferisco rientrare prima, comodamente con un giorno d'anticipo, in cuccetta.

03/02/1989 venerdì
Rientro in sordina e faccio tutto con estrema tranquillità.

04/02/1989 sabato
Parto alla volta del carnevale di Venezia, con il caro Nicola Paolini. Bellissima esperienza, abbiamo trovato una camera per miracolo, ci siamo portati della salsiccia fatta in casa, come genere di conforto.

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05/02/1989 domenica
Tutto sommato, mi sono divertito, è stato un modo come un altro per venir fuori da questa realtà.

06/02/1989 lunedì
Il rientro dopo dieci giorni di pacchia e, per giunta, di lunedì, è sempre un po'm triste.

07/02/1989 martedì
In serata esco con Tato, per andare al cinema.

08/02/1989 mercoledì
Forse sono riuscito a farmi esentare dalle guardie. Sto proprio male.

09/02/1989 giovedì
Oggi provo a sospender parzialmente la terapia.

10/02/1989 venerdì
Le mie condizioni di salute sono migliorate, probabilmente, domani, sarò in permesso 36 ore.

11/02/1989 sabato
Vado a dormire da Franco e domani sarò a Milano.

12/02/1989 domenica
Giornataccia, mi saltano i programmi, per rimediare vado a S. Siro a veder Milan Bologna, ma non ho il biglietto. Nella recinzione dello stadio, per i lavori di Italia 90, trovo un buco, c'è altra genetiche s'infila, mi ci butto anch'io. Con il cuore in gola, son dentro; c'è una scala appoggiata all'anello, ci salgo svelto e, con un salto, son dentro una rampa che mi porta su, corro, ho visto i celerini con cani e manganelli, la paura è tanta. Finalmente un varco d'ingresso alle tribune dello stadio, ci entro e, come in un sogno, sono nella curva del Milan, nella fossa dei leoni, da non credere! Per la cronaca, abbiamo perso in casa 0-1. Dopo la partita, decido di tornare a prendere il treno in stazione; visto che non ho nulla da fare, meglio rientrare con comodo, senza immotivati affanni. Arrivo in centrale, sui due binari paralleli, c'è il Venezia Torino e il Torino Venezia; io, leggo Torino e salgo su senza ulteriori verifiche. Dopo un po', il treno parte; da subito, il percorso non mi pare quello giusto, ma ormai è tardi... Chiedo ad altri passeggeri e, per errore mi trovo sul Torino Venezia... Terrore! Alla prima stazione scendo e, la prima cosa che faccio, telefono in caserma per avvisare che, per un imprevisto, farò mancato rientro. Infatti con questo casino, non sarò in caserma prima dell'una o anche più tardi. Salito sul primo treno utile, sono di nuovo in Centrale a Milano, attendo qualche minuto, salto sul primo treno per Torino... Finalmente, sono in caserma, sono le 1,30 di notte e, il sott'ufficiale che avevo preventivamente avvisato, fortunatamente, mi lascia passare. Mi sarà riferito in un secondo momento che questi, non credendo alla mia surreale versione, con gl'istanti di turno, ha avuto modo di dire: "Questi fanno tardi con le fidanzate e poi rompono le palle a noi!"...

13/02/1989 lunedì
Rientro in ufficio comatoso, serata tranquilla, per ora. Lettera da casa con 50.000£. Compleanno di Papà 51 anni..

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14/02/1989 martedì
Ormai è borghesia, in ufficio si scherza si ride e io, personalmente, nonostante tutto, sto passando una fine naja tranquilla.

15/02/1989 mercoledì
Giornata nervosa, condizione 40-50%, cartolina Piero.

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16/02/1989 giovedì
Monto di piantone notturno.

17/02/1989 venerdì
Parlato con Gubitosi; In giro per Torino con Paolo.

18/02/1989 sabato
Picchetto maledetto ma, nel corso della tarda mattinata, tutti mi dicono:"Ti Cerca Falcione"; trovato Edoardo e, a seguito di suo pazza proposta, andiamo a Caselle e noleggiamo una Alfa 75, con la quale, ad una media di 130 km/h, torniamo a casa, giù a Termoli.

19/02/1989 domenica
Dopo un semi-week end fantastico, ripartiamo alla volta di Torino alle 13,15 per giungere in caserma alle 20,30,  FANTASTICO

20/02/1989 lunedì
Sono un po' stanco, però più o meno è tutto ok, nonostante la lettera, oggi monto di piantone notturno.

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21/02/1989 martedì
Giornata grigia, nessuna nota; domani rimonto di piantone notturno.

22/02/1989 mercoledì
nessuna nota

23/02/1989 giovedì
Monto di piantone. In serata rompono un vetro, in mattinata mi rompono il c...o

24/02/1989 venerdì
Si smonta, in mattinata mi fanno incazzare, nel pomeriggio mi sento abbastanza maluccio.

25/02/1989 sabato
Fine settimana all'insegna della muffa, per un servizio imprevisto.

26/02/1989 domenica
Sto impazzendo di muffa!! Ho spedito la "lettera bomba"..

27/02/1989 lunedì
Smonto dal servizio di piantone notturno, penso già alle licenze.

28/02/1989 martedì
Questa settimana provo a chiedere la licenza premio..

01/03/1989 mercoledì
Licenza premio firmata, da Ten. Col. Lo Perfido. Sempre di meno!..

02/03/1989 giovedì
All'alba della partenza, ho ottenuto un permessino (8.00/12.00) e rientro al mattino (7.00)

03/03/1989 venerdì
Signori si parte! Partenza da Torino alle 9,17, scalo a Milano ore 12,00, arrivo a Termoli ore 18,20. Serata movimentata!..

04/03/1989 sabato
Sabato sera a casa, con video cassetta, nonostante le premesse.

05/03/1989 domenica
Blocco psicologico.

06/03/1989 lunedì
Esame. Telefonata.

07/03/1989 martedì
Riesco ma, non fa per me, mollo tutto e scappo via!!..

08/03/1989 mercoledì
Impazzire di solitudine.

09/03/1989 giovedì
Poky alla partenza..

10/03/1989 venerdì
Parto alle 20.38, finita di breve!

11/03/1989 sabato
Rientro alle 6.30, ho trovato la lettera. Via in licenza 36 ore. purtroppo è troppo tardi, tutto si rivela inutile; perlomeno è stata la cosa migliore ma pur sempre dolorosa.

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12/03/1989 domenica
In mattinata mi alzo alle 10,30, telefono, vado via. Pomeriggio da Ivan.

13/03/1989 lunedì
Licenza Premio strappata, no comment!

14/03/1989 martedì
Wasserman (II^)

15/03/1989 mercoledì
Mattinata movimentata, in ufficio, ormai, ci s'imbosca costantemente.

16/03/1989 giovedì
Muffa per il rimborso imprevisto... Devo comprare delle medicine 33.750£.. In serata, con Marco riesco a recuperare la cifra.

17/03/1989 venerdì
Sono raffreddato e, il solito disturbo, si fa sentire; il tutto, in una giornata uggiosa e paranoica. In serata, Marco mi da una bella notizia: "la medicina, non è mutuabile"..

18/03/1989 sabato
Ho una licenza 36 ore ma non ho né meta né soldi.

19/03/1989 domenica
Attesa inutile, muffa in camera.

20/03/1989 lunedì
Preparo il permessino 8-24

21/03/1989 martedì
Ultimi preparativi, in serata il Golf GTD turbo diesel, di Edo, grande Amico e grande persona; mi ha data le chiavi della sua auto e, guardandomi negl'occhi mi ha detto: "Divertiti". Domani visita speciale.

22/03/1989 mercoledì
Giornata riuscita al 90%, ho trascorso una gran bella giornata ma non sono proprio soddisfatto, domani parto. E' Finita!

23/03/1989 giovedì
Ore 7.00, parto per la ministeriale di Pasqua, con Gianluca Carradori e Bury, alle 18.00 sono a casa.

24/03/1989 venerdì
primo giorno di licenza ministeriale.

25/03/1989 sabato
Week-end a casa, ormai manca poco.

26/03/1989 domenica
Pasqua passata con i parenti, a pranzo e con una bella vittoria in F1 della Ferrari, al GP del Brasile.

27/03/1989 lunedì
Nonostante tutto, una bella pasquetta, in campagna di Piero, con tutti gli amici.

28/03/1989 martedì
Passata la festa, finisce anche la licenza.

29/03/1989 mercoledì
Ultimi preparativi, domani si parte per la penultima volta.

30/03/1989 giovedì
In serata trovo una cuccetta e torno a Torino. Ore 6.45, son tornato a naja. Letterina..

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31/03/1989 venerdì
Il giovane furiere, ha prontamente preparato il 36 ore.

01/04/1989 sabato
Si parte, tutto bene ad eccezione di qualche conto salato e di qualche episodio poco eclatante.

02/04-16/04/1989
Nessuna nota di rilievo. Ultima lunga licenza prima del congedo.

- Ho deciso di trascorrere la licenza ministeriale, per intero, a casa. In genere, sarebbe buon uso rientrare la sera prima, per ascoltare il silenzio fuori ordinanza, dedicato allo scaglione congedante ma, nonostante io sia il capo-stecca del terzo, visti i chilometri da percorrere, ho deciso che viaggerò in cuccetta, di notte, per rientrare proprio al mattino del congedo. Dovrò riconsegnare tutta la mia roba ed andar via per sempre. Vorrei tenere gli anfibi, dei quali sono innamorato ma, temo che riconsegnerò anche quelli.

17/04/1989 lunedì
Zero ore di caserma, zero ore all'alba.

18/04/1989 martedì
Allarmi, allarmi, allarmi, siam borghesi, son giorni e non son mesi e non si mangia più nella gavetta.... Finita

19/04/1989 mercoledì
Rientrato all'alba, in quel di Torino, dopo aver trascorso l'ultima notte, a bordo dell'ennesimo treno, scomodamente disteso su di una cuccetta, rientro in caserma, accolto da tutti i miei amici congedanti che mi raccontano dell'ultimo silenzio "fuori ordinanza". Nel corso della mattinata, eseguiamo anche il passaggio della stecca con Di Pierro, del IV°/88, quella stessa stecca, sulla quale, c'è una targhetta metallica ottonata, con su inciso il mio nome. Una sorta di onorificenza, riservata solo ai rappresentanti dello scaglione, ai capi-stecca, appunto.

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Riconsegnato tutto il casermaggio, ed assolte tutte le pratiche burocratiche, m'accingo ad uscire da quel portone di legno che mi ha visto passare e ripassare, per tanto tempo e che ora mi chiuderò, per l'ultima volta, alle spalle, senza nemmeno voltarmi. Finalmente, siamo fuori, sono tornato ad essere "borghese"... In compagnia di Nicola Paolini, IV°/88 di Francavilla Al Mare, ci dirigiamo svelti, con le nostre valigie, verso il mezzo che ci condurrà all'aereoporto di Torino Caselle. Nicola va giù in licenza ed ha deciso di accompagnarmi, nel mio primo volo. Da Torino Caselle, infatti, per la prima volta nella mia vita, salirò su di un aereo con il quale raggiungerò Pescara, la mia città natale, dalla quale prenderò un treno regionale che mi riporterà a casa.
 
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Un racconto a parte lo merita il rientro, con l'aereo.

Come già scritto, appena usciti dalla Caserma, con il mio amico Nicola Paolini, ci siamo diretti verso l'aeroporto di Caselle, in quel di Torino. Appena arrivati, ci siamo messi subito alla ricerca dei tabelloni elettronici, sui quali sono elencati tutti gli orari, di voli in arrivo e voli in partenza. Scorte tutte le righe, dall'alto verso il basso e viceversa, in concomitanza del rigo relativo al volo per Pescara, ci siamo spiacevolmente accorti che, lo stesso, veniva indicato con ore di ritardo, talmente tante ore che, quasi quasi, sarebbe stato più conveniente andare a prendere il treno in stazione... Ma ecco che, all'improvviso, mentre eravamo in preda allo sconforto, ai dubbi e all'incertezza sul da farsi, davanti ai nostri occhi e, soprattutto, non lontano dalle nostre orecchie, si vanno parando due soggetti, una hostess, vestita da hostess, ed un meccanico con la tuta da meccanico. Durante questo curioso siparietto, sentiamo la hostess che rivolgendosi al meccanico esclama: "Ma l'aereo per Pescara, l'avete riparato?"... ed il meccanico che risponde: "Si lo abbiamo riparato, abbiamo cambiato un pezzo!"... Contestualmente a questo rapido dialogo, alzando gli occhi verso i tabelloni, improvvisamente, ci accorgiamo che, per il nostro volo, avevano ripristinato l'orario originario. E' inutile dire che dinanzi a quell'episodio, in prossimità del primo volo della vita, il mio era più che terrore e, anche  Nicola che probabilmente aveva già volato, non era certo molto più tranquillo di me. Ad ogni buon conto, visto che, tra una cosa e l'altra, avendo ripristinato l'orario di origine della nostra partenza, eravamo prossimi alla partenza, abbiam pensato bene di recarci verso i banchi del chek in, per poi poter finalmente andare ad imbarcarci sull'aereo, per la nostra destinazione. Espletati i controlli e saliti sull'apposito pulmino, cominciammo a muoverci sull'apposito percorso che ci avrebbe portato sino al nostro aereo. Lungo questo percorso, gli aerei erano parcheggiati in un sorto di schema a "spina di pesce", dall'aereo mobile più grande, a quello più piccolo. Cammina cammina e le dimensioni degli aerei, diminuivano sempre più, in modalità inversamente proporzionale, alla mia preoccupazione che cresceva costantemente... Insomma, per farla breve, arrivati sino in fondo al percorso, dinanzi all'aereo più piccolo che io avessi visto, sino a quel punto, non riuscivo ancora a capire bene... Si trattava davvero del nostro aereo, un turbo elica, da trenta posti, praticamente un giocattolino o poco più; un giocattolino, per mezzo del quale, mi stavo accingendo a fare il mio "battesimo del volo"... Scesi tutti i passeggeri dal pulmino, cominciò la ricerca dei posti e, ricordo benissimo che il mio posto era proprio quello affianco alla porta d'emergenza, lungo la fiancata sinistra. Saliti tutti i passeggeri, dopo poco, l'aereo cominciò a rullare sulla pista e, pian piano, raggiunto il punto prestabilito, il pilota cominciò a far salire i giri del motore, sino a quando, al momento giusto, iniziò la rincorsa per salire velocemente nel cielo di Torino.. Una volta spiccato il volo, prendendo quota, m'accorsi di una goccia d'acqua che mi pioveva ripetutamente addosso, dalla fessura della porta d'emergenza ma, quest'ennesimo episodio curioso, durò il tempo di salire sulla quota prevista. Per il resto, quel volo fu molto piacevole e, di quel volo, in particolare, ricordo solo l'atterraggio che avvenne dopo cent'ottanta minuti, in prossimità dell'aereoporto  "Pasquale Liberi" di Pescara. Un atterraggio con preliminare virata di 180° sul mare d'Abruzzo e successiva discesa dolce, sulla pista pescarese. 
Da qui il nostro comune viaggio con Nicola, s'interruppe poiché, lui era ormai a casa, mentre io dovevo fare ancora un'oretta di treno ed è per questo che salutandoci, con le lacrime agl'occhi, ci abbracciammo e ci dividemmo, per proseguire il corso delle nostre vite... 
Raggiunta la stazione centrale di Pescara, attesi l'orario previsto per l'arrivo del mio treno, dopodiché, salitoci a bordo, intrapresi l'ultimo pezzettino di quel viaggio che a distanza di trenta anni porto ancora, tra i ricordi più cari.

Quel che ho raccontato sin qui, è stato uno degl'anni più intensi della mia vita, ha apportato un segno molto marcato, nella mia crescita personale e nelle direzioni intraprese successivamente; è stato un anno in cui, un ragazzino di provincia è divenuto un uomo più consapevole e maturo.