Detti con dialetti d'italia

In Italia c’è una lingua speciale che cambia da Nord a Sud, da una regione all’altra, addirittura a pochi chilometri di distanza. Ogni volta che la sentiamo ci emoziona, ci diverte e ci sorprende quando meno ce l’aspettiamo. Questa è la magia dei nostri dialetti!

Trentino Alto Adige


Far fòch e fiàme.

Fare fuoco e fiamme. 

Equivalente all'espressione a fare scintille.


Ciapàr 'l cào 'n zima.

Prendere il capo all'inizio. 

Venire al dunque, mettere le mani avanti senza perdere troppo tempo.


Aver el cori cori.

Avere la diarrea. 

Situazione di chi ha la diarrea.


Dormìr come un tas

Dormire come un tasso. 

Dormire come un ghiro. 


Grant come 'l campanil.

Alto come il campanile. 

Qualcosa di molto alto. 


Sol come na stropa.

Solo come i vimini.

Salice per legare i tralci delle viti.


Càlt come na stùa.

Caldo come la "stua" 

Locale riscaldato delle vecchie case, chiamato "stùa".


Met en piocio 'n la farina che 'l crederà de èser deventà 'n molinàr.

Metti un pidocchio nella farina che lui crederà di essere diventato un mugnaio. 

Chi s'arricchisce in fretta può montarsi la testa.


Chi gh'à tort ziga più fort.

Chi ha torto urla più forte.


Fà pecà tant chi roba che chi tegn la scala.

Fa peccato sia quello che ruba, sia quello che tiene la scala. 

Il "palo" ha uguali responsabile.


Chi gh'à el pan no 'l gh'à i denti.

Chi ha il pane non ha i denti. 

Il proverbio fa allusione alla vecchiaia. 


Gropi, seradure e done bisogna torli con gentilezza.

Nodi, serrature e donne bisogna trattarli con pazienza. 

Sciogliere i nodi non è facile; è difficile avere a che fare con le serrature e con le donne!!


Stagiòn de le zìgole.

Stagione delle cipolle. 

Periodo in cui si fanno magri affari.


Nar a palpon.

Andare a tastoni. 

Annaspare nell'oscurità.


Eser na schéna drita.

Essere una schiena dritta. 

Chi ha poca voglia di lavorare, un fannullone.


Gambe a veròn. 

Gambe a verone. 

Ossia gambe storte.


Zugar a maria orba.

Giocare a maria "orba". 

A mosca cieca. 


G'ò 'n acuso.

Ho un'accusata. 

E' una frase del gioco del Tressette.


Ani de erba, Ani de merda.

Anni con tanta erba, anni di Merda. 

Estate mediocre piovosa e fresca. Solo erbacce, la produzione di fieno poteva essere accettabile.


Se te voi savér la verità va dal più pìcol de la ca.

Se vuoi sapere la verità va dal più piccolo della casa.


Friuli Venezia Giulia


Poc se spind, poc se gold.

Poco si spende, poco si gode.


Amor senze barufe e fas le muffè.

Amore senza litigare fa la muffa.


Al vin bón no ghe serve frasca.

Per il vino buono non occorre mettere la frasca.


Al can de dó paróni al resta senza magnàr. 

Il cane di due padroni rimane senza cibo.


Dute le robe del mondo le sta ta la pònta de la lengua. 

Tutte le cose del mondo stanno sulla punta della lingua Non bisogna mai aver paura di chiedere.


I uséi se li ciapa co i xe’ncóra ta la cóa. 

Gli uccelli si prendono quando sono ancora nel nido.


Chi xe in mar ,naviga. Chi resta in tera, stroliga.

Chi è in mare naviga. Chi rimane a terra fa congetture.


Xe mejo esser paròn de barca che comandante de vapòr.

E' meglio essere padrone di una barca che comandante di una nave.


Xe mejo un comandante mona che due inteligenti.

E' meglio un comandante scemo che due (troppo) intelligenti.


Il clip di mai al svee il caj.

Il tiepido di maggio sveglia la lumaca.


A baste miezore par imparà a fà i siors.

Mezz'ora è sufficiente per imparare a fare i signori.


L'àur al lus àncje tal pantan.

L'oro luccica anche nel pantano. La ricchezza si fa notare.


Tal pais dai zuète, duc' a' crodin di cjaminà drets.

Nel paese degli zoppi tutti credono di camminare diritti.


La robe dal Cumun 'e je di duc' e di nissun.

La roba della comunità è di tutti e di nessuno.


L'aghe ruvine i puinz e il vin il cjaf.

L'acqua rovina i ponti e il vino la testa.


Ancje il boe al è mestri.

Anche il boia è maestro.


Fiere continue cope cjaval.

La febbre continua ammazza il cavallo.


Al è mior fa invidie che no pietàt.

E' meglio fare invidia che pietà.


Cagar su l'amo.

Cacare sull'amo. 

Non tener fede ad una promessa, deludere.


Co starnudin i mus al ven bon timp.
Quando starnutano gli asini viene bel tempo. 


Valle d'Aosta


Oeuf d'une heure, pain d'un jour, vin d'un an.

Uovo di un'ora, pane di un giorno, vino di un anno. In poche parole, il meglio!


Rouges muages à l'aurore de la pluie encore.

Nuvole rosse all'aurora pioggia ancora. In Italiano: rosso di mattina la pioggia s'avvicina.


A Santa Lucia lo pa de la fourmia.

A Santa Lucia il passo della formica. L'allungarsi del giorno è impercettibile.


S'il pleut le jour de Saint Pierre la vinée est réduite au tiers.

Se piove il giorno di San Pietro la quantità di vino è ridotta a un terzo.


Desot l'eve la fan Desot la neilo pan.

Sotto la pioggia la fame Sotto la neve il pane. Gli anni piovosi sono portatori di miseria. Gli inverni nevosi portano pane. Le precipitazioni nevose sono indispensabili per i buoni raccolti.


Quan la rosà reste gran ten su l'erba l'est segno de be ten.

Quando la rugiada rimane a lungo sull'erba è segno di bel tempo.


Quan le sadzo son venu lon, vindret bie de nei l'iver.

Quando i salici sono cresciuti molto, nevicherà molto in inverno.


Si la marmotte siffle avec insistance dans l'après-midi, il pleuvra dans les vingt-quatre heures.

Se la marmotta fischia insistentemente al pomeriggio pioverà nelle ventiquatto ore successive.


Grenouille qui saute le soir fait mauvais temps prévoir.

Rana che salta alla sera annuncia cattivo tempo. Sembra però che non tutti concordino su questo detto.


Quan lo tsin dzarate la terra marque lo be ten.

Quando il cane scava nella terra con le zampe è segno di bel tempo. Fin dai tempi antichi le previsioni del tempo si basavano sugli "atteggiamenti" degli animali.


Quan le vatse isòlon, lo ten tsandze.

Quando le mucche scappano di corsa alzando la coda il tempo cambia.


Crendre ni ven, ni bise.

Non temere né vento né tramontana. Non aver paura di nulla.


Qui prend garde de chaque nuage ne fait jamais voyage.

Chi si preoccupa di ogni nuvola non viaggia mai. 

Per raggiungere un risultato ci vuole coraggio.


Fromage, poire, et pain, repas de vilain.

Formaggio, pera e pane, cibo del "villano".


Sobre à la table, santé durable.

Parco a tavola, salute durevole.


O la cassola o l'étola.

O la cazzuola o la stola. 

O prete o muratore.


Jamais rivière ne devient grande sans qu'il y entre de l'eau trouble.

Mai un fiume diventa grande senza che vi entri acqua torbida.


Un ommo sensa ardzen l'est un laou ensa den.

Un uomo senza soldi è un lupo senza denti.


Qui n'a suffisance, il n'a rien.

Chi non ha a sufficienza, non ha niente.


Il y a toujours champ pour faire glane

C'è sempre un campo per lavorare. 

Per chi ha voglia e volontà è sempre possibile trovare i mezzi per vivere.


Lombardia


Finì Agóst gió ul sù le fosc.

Finito agosto quando scende il sole è buio.


L'è mei restà che pruvisori che na via féss.

È meglio restare in vita provvisoriamente che morire definitivamente.


Quan la lüna la ga la curuna la nef la se inmuntuna.

Quando la luna fa la corona la neve si ammucchia.


Quan che il sul el tramunta l'asen s'empunta. (proverbio valtellinese)

Quando il sole tramonta l'asino si impunta.


Se la gent la purtes i so dispiase' in piasa, ognun tudares su amo i so.

Se la gente portasse i suoi dispiaceri in piazza, ognuno riprenderebbe i suoi.


Gnent l'e' bon p'ri occ.

Niente e'buono per gli occhi.


La lengua la g'ha no d'oss ma ia fa rump.

La lingua non ha ossa ma le fa rompere.


La cunsulasion d'un dasprad l'e' ved un altor anda' in malura.

La consolazione di un disperato è vedere un altro andare in malora.


'L è mèj li cabri di sò zapèj (Valtellina).

Sono meglio le capre dei propri dirupi. Equivalente di moglie e buoi dei paesi tuoi.


El ga' sou la pattuna.

Usato per chi ha il vizio, passando da un ambiente all'altro, di non chiudere mai le porte. "Al posto della porta(a casa sua) ha la pattona"(sorta di tenda che usavano moltissimi anni fa per dividere gli ambienti di famiglie molto povere che vivevano in un unica casa).


Tre burde fa n'acqua.

Dopo tre nebbie ci sarà una piovuta.


Mort al fög, fräg i vérs! (Lomellina)

Morto il fuoco, fredde le verze! Per indicare che le cose vanno fatte subito.


L'è mei üna cüsìna 'int al let che un let in cüsìna!

E' meglio una cugina nel letto che un letto in cucina!


Ginée l'è 'n més festée.

Gennaio è un mese festaiolo.


El tempural el vée de Pavia, anca la cà el te spazza via.

Il temporale che viene da Pavia, anche la casa ti spazza via.


Una uservaziun giusta gh'è da ciapàja da una furmiga.

Un'osservazione giusta è da prenderla da una formica; da una persona qualsiasi. Da chi meno ci si aspetta.


La gatta pressusa la fa i micétt orb.

La gatta frettolosa fa i micini ciechi.


Chi che canta a tàula e in lett i è matt perfett

Coloro che cantano a tavola e a letto sono matti perfetti.


Ogni limun el gh'à la sua part de bùn.

Ogni limone ha la sua parte di buono. 

Anche la persona più acida. ha qualche aspetto del suo carattere buono.


El "se" e el "ma" i è 'l patrimoni di tamberla.
Il "se" e il "ma" sono il patrimonio degli sciocchi.


Veneto


De ogni dì Nadale, de marti carnevale, de mercore Quaresima, de giove settuagesima, e Pasqua?...sol de domenega!

Natale(può capitare)in ogni giorno, carnevale di martedì, Quaresima di mercoledì, "settuagesima" di giovedì, e Pasqua?...solo di domenica!


L'omo, l'asino e il pulon, i sè i tre pì coion! 

L'uomo, l'asino e il tacchino sono i tre esseri più...!


Gnente, xè bon sol pai oci! 

Niente, va bene solo per gli occhi!

Al far del bene, si merita riconoscenza


San Lorenzo gran caldura, San Gaudenzio gran frescura, l'uno e l'altro poco dura. 

A San Lorenzo fa molto caldo, a San Gaudenzio fa molto freddo, l'uno e l'altro durano poco.


Chi serve on Comun, non serve nessun. 

Chi serve un Comune, non serve nessuno.


Da on disgrasià da Dio, steghe tri pasi indrio. 

Da una persona disgraziata, state tre passi indietro.


Can non magna mai de can! 

Cane non mangia mai cane!


Mai dirghe al can vecio "marcia a cucia!" parchè el sa lu dove andare. 

Mai dire al cane vecchio "vai in cuccia" perchè sa lui dove andare. 

Non c'è bisogno di dire cosa fare ad una persona matura, perchè è già esperta.


Drio ancò ghe xè doman! 

Dopo oggi c'è domani!

Non consumare tutto oggi, risparmia per il domani.


Se te si mordesto da na anda, dighe al bechin chel vanga. 

Se sei morso da un serpente velenoso, dì al becchino che ti scavi la fossa.


La puina: pì se ne magna, manco se camina. 

La formaggina: più se ne mangia, meno si cammina.


Chi non la misura non la dura.

Chi non è misurato nelle sue cose, non dura molto.


Ti si indrio come la coa del mascio. 

Sei indietro come la coda del maiale. 

Non sei molto "sveglio" 


Chi da gato nase, sorde piglia. 

Chi nasce da gatto, cattura i topi.  

Nessuno può cambiare la propria natura


El can non scorla mai la coa par gnente 

Il cane non dimena mai la coda per niente. 

Nessuno fa niente per niente.


Le robe pi brute le sè:el tifo,el tanfo el fogo ardente, el colera, el mal de dente. 

Le cose più brutte sono: il tifo, la puzza, il fuoco di S.Antonio,il colera e il mal di denti.


Guera, peste e carestia,i va sempre in compagnia. 

Guerra, peste e carestia, vanno sempre assieme.


Pitosto che la roba la vansa, crepi la pansa. 

Piuttosto che avanzare cibo, scoppi la pancia.


Se te vui cambiar mojer, faghe ciapar el sol nel mese de febrer. 

Se vuoi cambiar moglie, falle prendere il sole nel mese di febbraio.


San Valentin: do teste s'on cusin. 

San Valentino: due teste su un solo cuscino.


Piemonte


Se i'voeli gni gni se i voeli gni gni gni gni ni di da gni poeu gni gni.

Se volete venire venite, se non volete venire non venite, non dire di venire e poi non venire.


Val püsè na bóna làpa, che na bóna sàpa.

Vale più avere una buona lingua, che una buona zappa.


Önca l’àcua sönta misciaa cùm la tèra sönta, la fà paciòc.

Anche l'acqua santa mescolata con la terra santa forma fango.


Ghè mia na bèla scarpa, c’la divénta mia na sciàvata.

Non c'è una bella scarpa che non diventi una ciabatta.


L'aso 'd Cavor as lauda da sol

L"asino di Cavour si loda da solo.

"Chi si loda s'imbroda".


Dentura rada, fortun-a s-ciassa.

Dentatura rada, fortuna folta.


Par paghè e mori j'è sempar temp.

Per pagare e morire c'è sempre tempo.


Gnanca i can a bogio la coa par gnent.

Neanche i cani scodinzolano per niente.


La grama lavandera la tròva mai né scagn né péra.

La cattiva lavandaia non trova mai né sgabello né pietra.


Va giù pan cha la pitansa l'è già d'avant.

Va' giù pane, ché il companatico è già davanti.


Temporal 'ns'al Monfrà, pija la sapa e scapa a cà, temporal 'ns'la montagna pija la sapa e va 'n campagna

Temporale sul Monferrato, prendi la zappa e scappa a casa, temporale sulla montagna, prendi la zappa e va in campagna.


L'Epifania tuti i festi la porta via, l'indoman a l'è carvè, tuti i festi 'l torna a mënè.

L'Epifania tutte le feste porta via, l'indomani è carnevale, tutte le feste torna a portare.


La Gigìn bel deuit l'è pà na bruta fija, tut la veuro ma nsun la pija.

Teresina "tutto garbo" non è una brutta ragazza, tutti la vogliono, ma nessuno la piglia.


S'a 's vëd 'l Mon Vis e 'l sò fieu, bel temp 'l dì apreu.

Se si vede il Monviso e suo figlio bel tempo il giorno dopo.


Ta s-ciari cul camin ca fumma, là l'è cà mia; s'at veuli mangè va a l'ostaria.

Vedi quel comignolo che fuma, là è casa mia; se vuoi mangiar va all'osteria.


Pisè sensa yirè pët l'è 'mè sonè 'l violin sensa l'archët

Pisciare senza scoreggiare è come suonare il violino senza l"archetto.


Al pusè brav di ros l'ha campà so pari 'nt'al pos.

Il più buono dei rossi ha buttato suo padre nel pozzo. Detto discriminatorio.


Quand c l'afé "l ven frust, al Pater Nos 'l ven giust.

Quando l"affare viene frusto, il Padre Nostro vien giusto.


Quand ca la lun-a j'ha 'l reu, vent ò breu.

Quando la luna ha l'alone, vento o pioggia.


A ogni uss u jè u so tambuss.

A ogni porta c'e il suo trambusto. 

In ogni casa vi sono dei problemi.


Liguria


A S. Martìn u mùstu u vèn vìn.

A S. Martino il mosto diviene vino.


Màzu, cièixe a l'assàzu, zùgnu cièixe au pùgnu.

Maggio, ciliege all'assaggio, giugno ciliege a manate.


Àiga d'Avùstu a renfrésca u custu.

acqua d'agosto rinfresca il cespuglio.


Da ina màn strénta ni u ne sciòrte ni u ne entra.

Da una mano stretta né ne esce né ne entra.


U leira tantu bon che u mè carau in tu gingin de die di pèi.

Era tanto buono che mi è sceso fino all'attaccatura delle dita dei piedi.


Loda ö mà ma stanni a cà. 

Loda il mare ma stai a casa

Lomellin ö l’ha averto ö pòrtego. 

Lomellin ha aperto la porta. Ossia: la famiglia genovese dei Lomellini, storici avversari dei Doria, ha fatto una grande concessione.  Non ci si può aspettare favorevoli da chicchessia tanto più se il personaggio ci è notoriamente nemico. 


Longu cume a caresima.

Lungo come la quaresima.


Lontan da-i êuggi lontan da-o chèu. 

Lontano dagli occhi lontano dal cuore. 


Lû con lû non si mangiano. 

Lupo con lupo non si mangiano.


Lünn-a acoegâ, mainà in pè. 

Luna coricata, marinaio in piedi. Appena la luna tramonta i pescatori accendono le lampare con le quali sia ttira il pesce verso le reti.


L'unsa a fa carà u cantà.

L'oncia fa scendere la bilancia. 

Poco serve per fare peggiorare le cose.


Levante se nu ciove l'è in brigante.

Finito il vento di levante deve piovere.


L'amue u l'è ciù forte che u brusu.

L'amore è più forte del "brusso" formaggio piccante.


Lampi, troi e ventu a tera.

Lampi, tuoni e vento, rimani a terra.


L'erba gramma a cresce dappertuttu. 

L'erba cattiva crece dappertutto. 


L'è megiu ünn-a turta in tanti che ünn-a sotta da suli. 

E' meglio una torta in tanti che una merda da soli. 


L'ommu u l'è cumme u cravettu: o u meue zuenu o u divente beccu. 

L'uomo è come il capretto: o muore giovane o fatalmente diventa becco.


Va ciu l'unze che u duze.

Meglio l’11 che il 12.


Voiæ de loâ satime addosso, lòua ti che mi no pòsso!

Voglia di lavorare saltami addosso, lavora tu che io non posso.


Emilia Romagna


A chi ch'n à dât u i tóca sémpar al gròst.

A chi non ha denti toccano sempre le croste.


L'è sól é querc' che sa quél che ból int la pignata.

Soltanto il coperchio sa quel che bolle nella pentola.


Bsògna spulê quând che tira e vât.

Bisogna spulare quando soffia il vento.


Al busì déti bâ a gli è coma al verité.

Le bugie dette bene sono come le verità


Côtra i pinsìr un grân rimedi l'è é bicìr

Contro i pensieri un gran rimedio è il bicchiere


Trè dòn e un pignàtt, l'è un marchê bèll e fatt.

Tre donne e un pignatto, è un mercato bell'e fatto


La léngua malêgna l'è péz che la gramêgna.

La lingua maligna è peggio della gramigna


Quatrâ é amicizia i fa tunâna d'la giustizia.

Quattrini e amicizia fanno strame della giustizia.


Fum tam cul ad piasensa quand i nam mia fan seisa.

Facciamo come quelli di piacenza quando non ne hanno fanno senza.


Sa pioeva la smana ad pasion, pioeva tut la stagion.

Se piove nella settimana di Passione, pioverà tutta la stagione.


Nadel al sul e Pasqua stiss.

Natale con il sole, Pasqua nuvolosa.


In april a taca anca i manag di badii.

In aprile, attecchiscono anche i manici dei badili.


Quanda al sul al sa volta indrè, adman ag pioeva a drè.

Quando il sole sbuca al tramonto, dopo una giornata nuvolosa, l'indomani pioverà.


Lalò al pol pisér a let e dir cl'ha sudee

Quello può pisciare a letto e dire che ha sudato, di persona che coi soldi compra tutto... (Modena)


Chi s-cèfla a tévla e canta alet, l'è un mat perfet.

Chi fischia a tavola e canta a letto è un matto perfetto.


Dividàm da bun fradée: a te la cagna e a mé e pursèl. S' t'aa paiura ch'a t'ingàna, a mé e pursèl e a té la cagna.

Dividiamo da buoni fratelli: a te la cagna e a me il maiale. 

Se hai paura che t'inganni, a me il maiale e a te la cagna.


La prèscia bisàgna lassèrla al levri. 

La fretta bisogna lasciarla alle lepri.


L'è mej aver avu che aver d'aver.

E' meglio aver riscosso che dover ancora riscuotere.


Salut e bezi e teimp da spàndri.

Salute, soldi e tempo per spenderli. Augurio di buon auspicio.


Toscana


E tu fa' la fin di Biccialla 'he morì senz'assaggialla!

Riferito a chi si pavoneggia di avere molte donne ma in realtà non è mai stato a letto con una donna. 


Un'è mia facile giudià 'na vacca a giacè!

Non è facile giudicare una mucca sdraiata. In Toscana è l'equivalente de "L'apparenza inganna". 


Le dieci P della vita: Prima pensa, poi parla, poiché parole poco pensate portano pena.


Tutt'i gusti so' gusti, disse quello che succhiava 'n chiodo arrugginito.

Tutti i gusti sono gusti disse quello che succhiava un chiodo arrugginito.


... tanto si 'n tenti tu, tentan tant'altri!

...tanto se non tenti tu, tentano tanti altri! Ogni lasciata è persa.


O Tito, tu t'ha ritinto 'l tetto ma tu 'n t'intendi 'n tetti ritinti.

Tito, hai ridipinto il tetto, ma non t'intendi di tetti ridipinti.


Chi t'accarezza più di quel che sòle, o t'ha ingannato o 'ngannà te vole.

I troppi complimenti nascondo spesso l'inganno.


Chi ha portato la tonaca puzza sempre di frate.

"Il lupo perde il pelo , ma non il vizio".


L magn'ré anc 'l fisc' al tren.

Mangerebbe anche il fischio al treno.

La bella dalle lunghe ciglia, tutti la vogliono nessuno la piglia.

E' vero che non sempre le donne belle trovano con facilità l'uomo della loro vita. Corteggiatori che... poi se ne vanno.


Minestra riscardata 'n fu mai bona.

La minestra riscaldata non fu mai buona. 

Inutile riprovare quando è già andata male.


La pecora segnata per il lupo, non c'è can che la mangia.

La pecora destinata al lupo, non c'è cane che la mangia.


Chi non piglia l'amante al laccio, resta in casa a guardare il catenaccio.


Non lodare il giorno avanti sera.


Chi fa di sua testa, paga di sua borsa.


Dio ti guardi da chi inghiotte lo sputo.


La diritta è serva della mancina.

La mano destra è al servizio della sinistra.


Lo sbadiglio: o sonno o fame o noia.


Quattrino risparmiato, due volte guadagnato.


Quando i ragazzi stan fermi, cattivo segno.

Vuol dire che non stanno bene.


Marche


Indovinello: Si c' lavé' n' m' la dé' si n' c' lavé' demmla? La banchina p'r lavà' i pagni 

Se ci lavate non me la date se non ci lavate datemela? La tavola lavapanni


Sidonca sa tre tavule s'fa na conca e se n'arvanza n' pezzettin' c faren' n' tavulin

Orbene con tre assi si fa una madia e se ne avanza un poco ci si farà anche un tavolino


Chi piglja moglje e non ne fa bon usu, affina le zampe e allonca lu musu.

Chi piglia moglie e non ne fa buon uso, affina le gambe e allunga il muso.


Pijà e non dà/ non è vita da durà;/ pijà e vinì dacenne,/ l'amicizia se mandènne.

Prendere e non dare non è vita da durare,prendere e donare vuol dire mantenere l'amicizia.


Tre cose 'ruineno la famiglja: moglje gljoene, legna verde e pane callu. 

Tre cose rovinano la famiglia: giovane moglie, legna verde e pane caldo.


Maritu e figlj comme Dio te li dà cuscì se li piglja.

Marito e figli come Dio te li dà così se li piglia.


Allea li figlj tua puritti, se tu li voli ricchi e veneditti.

Alleva i tuoi figli poveretti, se li vuoi ricchi e benedetti. 


A le femmene che non fanno figlj, non ce gljì pe' piacere,né per cunsigli. 

Alle femmine che non fanno figli non andare né per piacere né per consigli.


Chi c'ha la rogna da grattà e la moglje da guardà, non glj manca mai da fa'.

Chi ha la rogna da grattare e la moglie da guardare non gli manca mai da fare.


Ne la casa dove c'è un bon medicu o un prete, non se sente né fame né sete.

Nella casa dove c'è un buon medico o un prete, non si sente né fame né sete.


'Na casa senza femmena è comme una linterna senza lume.

Una casa senza donna è come una lanterna senza lume.


La casa va sempre male quanno la femmena porta li carzuni e l'homo lu zinale

La casa va sempre male quando la donna indossa i pantaloni e l'uomo il grembiale.


...e comme dicia quillu prete che spettaa la serva nova: speramo che dio ce la manni vona! 

...e come diceva quel prete che aspettava la perpetua nuova: speriamo che dio ce la mandi buona! 


Speramo de 'rvedecce prestu e se no doessimo 'rvedecce, speramo che la corba sia de la luce.

Speriamo di rivederci presto e se non dovessimo rivederci speriamo che la colpa sia della luce.


Chi fadiga fa la gobba, chi rubba fa la robba.

Chi lavora si spacca la schiena e chi ruba fa i soldi.


La pulizia sta ben anch n't l' stip del porc.

La pulizia va bene anche nel porcile. Non ci devono essere scusanti per non farla.


Vènt tira, barca ména.

Soffia il vento e porta la barca. Quando le cose vanno per il giusto verso si ottengono i risultati.


Tant'èssma e tant' fossma, mort babb nat 'n vitell. 

Tanti eravamo e tanti siamo, è morto il babbo ma è nato un vitello. La vita va avanti immutabile.


Sarà ch' passa 'l ris e no la bròda! 

Constatazione scettica sulla possibilità che esista un colino che faccia passare il riso e trattenga il brodo.


Umbria


Co n' occhio guarda Assisi e co'uno Spoleto.

Con un occhio guarda Assisi con l'altro Spoleto. 

E' un'altro modo per dire che una persona è strabica.


Co' 'n occhio impana con quell'altro frigge.

Con un occhio impana con l'altro frigge. 

persona è strabica.


Ta lassa sta' 'i hon fregat la moglie

A quello che diceva di lasciare sempre stare, gli hanno rubato anche la moglie.


Costa più che 'l sale a Perugia.

E' molto caro. 

Nel 1540 a Perugia scoppiò la "guerra del sale"


Ta lassa sta' 'i hòn fregat la moje.

A colui che diceva sempre "lascia stare" gli hanno rubato la moglie.


Artornà' ntoll'ovo. 

Tornare nell'uovo. 

Tornare bambino


Arfattecene.

Vanne fiero! 

(in senso ironico).


N' s'arbat' un chiodo/ n' s'arbatte 'n chiodo.

Non si ribatte un chiodo.


Zént trista nominat e vista.

Persona cattiva (in senso buono) nominata e vista.


Cane c'abbaia non mozzica mai.

Cane che abbaia non morde mai.


Chi va a caccia senza cani, torna a casa senza lepri.

Il cane può essere indispensabile per la caccia alla lepre.


Gallina che non ruspa ha ruspato.

La gallina che non becca ha beccato.


Roma per santità, Napoli per bellezza.

Roma per la santità, Napoli per la bellezza. 


Gente di montagna, chi la perdeassai guadagna.

Gente di montagna, chi la perde molto guadagna.


Fiuggi, Fuggi.

Sembra che la vita in questa cittadina fosse cara.


Ottenuta la grazia e gabbatu lu santu.

Ottenuta la grazia e gabbato lo santo.


L'avena svena.

L'avena "svena". 

E' una cultura che sfrutta troppo il terreno che così perde in fertilità.


L'infernu è pieno d'avvocati.

L'inferno è pieno di avvocati.


Fra la socera e la nora lu diavulu laora.

Fra la suocera e la nuora il diavolo lavora.


Lu diavulu tenta tutti.

Il diavolo tenta tutti.


Lazio


còm Catarinéa, Natalinéa

Il meteo del giorno di Santa Caterina sarà identico al giorno di Natale.


Te pozzeno fa i bùttuni de matreperla.

Ti possano fare i bottoni di madreperla. 

E' una maledizione perché i bottoni di madreperla erano presenti sul vestito del morto.


Te pozza dà 'no fùrmine a cèlo sereno.

Ti possa cogliere un fulmine a ciel sereno.


La caglìna, a cchìcco a cchìcco, se magna la casa co' tutto glio tìtto.

La gallina, a chicco a chicco, si mangia la casa con tutto il tetto.


Glio merlo 'ngabbia non canta pe' ammore, canta pe' rrabbia.

Il merlo in gabbia non canta per amore, canta per rabbia.


Sermoneta prima t'engrassa e dòppo te frega.

Sermoneta prima ti fa ingrassare ma dopo ti frega. 

Il proverbio fa riferimento alla malaria che infestava le paludi pontine.


Da giovane la cellètta, da vecchia la bussolètta.

Si dice della donna di facili costumi da giovane, mentre da vecchia si dedica alla chiesa.


La vita è 'n'affattàta alla fenèstra.

La vita è un'affacciata alla finestra.


Madonna, Madonnella, che stai vestita da monacella, viècci tu stanotte, 'ncì mannà chiglio brutt'ome ca se ngàgna l'agnìma mia, viecci tu Madonna mia.

Madonna Madonnella che sei vestita da monacella, Vieni tu stanotte, non mandare quell'uomo brutto che si prende l'anima mia, vienici tu madonna mia.


Daje e daje pure li piccioni se fanno quaie.

Prova e riprova anche i piccioni possono diventare quaglie.


A maggio raglieno gl'aseni.

A Maggio si sentono anche gli asini.


Ine so sempre chìglio che và a pulizzà tutte le cìmminére.

Io son sempre quello che va a pulire tutte le canne fumarie. 

dI chi viene sempre chiamato in causa x risolvere le situazioni più intricate.


A vàco a vàco se venci glió pignàto.

A chicco a chicco si riempre la pignatta.


Glio cano mózzeca sempe aglio stracciàto.

Il cane morde sempre allo straccione.


Rocco fatìa e spizzolato bbéve

Uno lavora e l'altro se ne gode senza far niente.


Cciù tremiénti e cciù fesso diviénti!

Più rimani a guardare e più fesso diventi.


Chìglio fà l'arte de Michelasso: prànza, bbéve e và a spasso...

Lui fa l'arte de Michelasso: mangiare ,bere, e andare spasso.


La mamma pé glió figlio gli lassa glió morzìglio, glió figlio pé la mamma se lo ména 'nganna.

La madre dà tutto quello che può a suo figlio, ma il figlio preferisce pensare a sé piuttosto che ricambiare sua madre.


Mmìèzo alla tórema cì stà sèmpe la pecora zoppa.

In mezzo ad un gruppo di persone ce n'è sempre una negativa.


Chianàta: sciacquatura té cannàta.

La cognata è come l'acqua con cui si lava il recipiente per l'acqua fresca.


Abruzzo


Quànne lu purche z'abbotta véussa la trocca.

Quando il maiale è sazio rovescia la mangiatoia. 


Se l'anvidje foss cacarell tutta la ggend se cachess tripp j vudell.

"Se l'invidia fosse cacarella tutta la gente cagherebbe trippa e budella!"


n’ è rumor’ de guazz’ che fà cammenà li fùss’

Non è il rumore (?) della guazza che mette in movimento l’acqua dei fossi.


la ganga port’ la cianca

La mascella (più comunemente in diminutivo: «la gangàtt’») sostiene la gamba.


La gallìne fà l’ove e a lu galle ’je ’ngenne lu cule

La gallina fa l’uovo e al gallo gli brucia il culo.


la fatje de notte, di jurn’ se vàt’

Il lavoro fatto al buio si rivela difettoso alla luce.


come nu’ lebbre de vigne

Sospettoso e rapido come una lepre nella vigna.


a lu mute, la mamme lu capisce

Il muto solo la mamma lo capisce


Mejie a nn'zalutah quand ess ssh nh vvo jie! 

E' bene non salutare quando la salute fugge via. 


Ariunion di volb strag di hallin.

Riunione di volpi strage di galline.


Sti fresc a ciufila'quand l'asin nin vo'bev.

Stai fresco a fischiare quando l'asino non vuole bere.


Moje, marit e fije, coma ddi ti li da',ccusci'ti li pije.

Moglie, marito e figli, come dio te li da', cosi'te li prendi.


A llava' la cocce all'asin sprich temp,acque e sapon.

A lavare la testa all'asino sprechi tempo acqua e sapone.


Chi sparagne spreche e se ne va pe lu cazz' che le freche.

Chi crede di risparmiare in realtà spende di più senza motivo.


Cal da sta piant de li cic

Scendi da questa pinta di ceci


Lu monac' virgugnos' arevé 'nghe la v'saccia svoite.

Il prete che si vergogna torna con la borsa vuota.


..a la prem acqu d'agast ricc e pover se ricanasc...

...alla prima acqua di agosto, ricchi e poveri si riconoscono.

Proverbio vastese riferito alle differenze nel vestire che, con il caldo, sono minime.

...s prupij nu z pepp

...sei propio un zipeppe, modo dialettale per definire in modo spregiativo una persona pessima. Per zi peppe si intendeva il vecchio vaso da notte.


Tand tnav la vatt ,tant ha fatt la vegn.

Tanto aveva la capienza la botte, tanto ha prodotto il vigneto... Si riferiva alla coincidenza degli eventi, cose rare e soprattutto "strane".


... si nu can d paiar...abbaj ma n macciuc...

sei un cane di poagliaio, abbai ma non mordi....


Molise


Prèta che ròciola n'mmétte carpìa.

Pietra che rotola non mette il muschio.


Tiemb de vierne e cure de criature: ne può mié sctà sicure!

Tempo d'inverno e culo di neonato non ti danno alcuna sicurezza.


Disputà dell’ombra de l’ase.

Disputare sulla ombra dell’asino.


La puttana ze marita, la ruffiana no.

La puttana si sposa, la ruffiana no.


Chi spera a re Luotte, sta sembe a pancuotte.

Chi spera nel lotto, sta sempre a pane cotto.


U scarpare va senza scarpe.

Il calzolaio va senza scarpe.


L'uocchie d'u padrone 'ngrass 'u cavalle.

L'occhio del padrone ingrassa il cavallo.


Ru cielle ze vede a ru nide.

L'uccello si vede dal nido.


A casa de suneture non ce vuonne serenate.

A casa di suonatori non ci vogliono serenate.


La mala jerva ze vede quanne nasce.

la mala erba si vede quando nasce.


Aprile fa ru ciore e maggio fa l'unore.

Aprile fa il fiore e maggio fa l'onore.


Nu bbone marite fa 'na bbona mojje.

Un buon marito fa una buona moglie.


L'avare fa bbene sole quanne more.

L'avaro fa del bene solo quando muore.


Avetezze, mezza bellezze.

Altezza, mezza bellezza.


Chi magne chemmatte c'a morte.

Chi mangia combatte con la morte.


Chi mora mor, e chi camba cambe.

Chi muore, muore e chi campa, campa. 

Chi è morto si dimentica e chi sopravvive vive.


Ogne picca jjove.

Ogni poco giova. 

Mettendo assieme le piccole cose si ottiene tanto.


Chi va pu' monne tutte vede, e chi sta n'a casa nenn'u crede.

Chi va in giro per il mondo tutto vede, e chi sta a casa non lo crede.


Chi defetta suspetta

Chi è in difetto sospetta. 

Si vede nell'altro i propri difetti.


Chi prime ne' ppenze, a lluuteme sespire. 
Chi prima non pensa, alla fine sospira.                                                                 Proprio di chi si pente di aver parlato troppo presto.


Campania


L'eriva chi nu bbuoi, chidda ti crisci a l'uortu.

L'erba che non vuoi, proprio quella nasce nel tuo orto.


Tutte li culi ca 'nfestine stanne vene lu tiempe ca cacà nun ponno.

Tutti i deretani che stanno bene viene il momento che non possono defecare.


'A 'nciucessa - Cu' 'e panne suoie,'a rinte fà 'a culata,e và stennenno'a fora 'e pann''e 'llate...

La pettegola - I panni suoi li lava dentro e stende fuori quelli degli altri.


L'ammore senza sesso è comm''a 'na casa senza cesso...

L'amore senza sesso è come una casa senza water.


Aiere parlave 'e femmene e selvaggina...ogge sule 'e 'spitale 'e 'mmericine

Ieri parlavi di donne e di caccia, oggi solo di ospedali e farmaci.


E' vvote 'a mmiria 'nce fà schifà..tutte chello ca' 'nce' piacesse 'e fà.

A volte è l'nvidia che ci rende avversi alle cose che gradiremmo fare.


Si a tavula si' lupo e a lietto si' lione...è 'a femmena ch'è 'o mmassimo,'o port'essa 'o cazone.

Se a tavola sei un lupo e a letto sei un leone ....è la tua donna che è capace e quindi comanda.


'O ciuccio 'e Fichella...39 chiaie e 'a cora fracica!

L'asino che ha tutti i mali: 39 piaghe e la coda fradicia. Significato.

proprio di una persona sfortunata.


Tu abbare o’ fummo e io abbaro ‘arrusto. 

Tu presti attenzione al fumo e io all'arrosto.


Arravugliarse mane e piére.

Aggrovigliarsi le mani e i piedi.


Sparà carrecato a stoppa.

Sparare a colpi di batuffoli di stoppa, sparare a salve.


'A carne se venne â chianca

La carne viene venduta in macelleria.

Per ottenere qualcosa, non si può improvvisare. 


Chi campa sturtariello campa bunariello, chi campa addritto...campa afflitto!

Chi vive di sotterfugi e di espedienti riesce sempre a sbarcare il lunario, chi vuol vivere in modo retto e corretto troverà sempre tante difficoltà sul suo cammino.


Ancora nun è prena Marianna e ggià ànno spase fasciatore e ppanne.

Marianna non è ancora incinta e già hanno sparso fasce e pannolini

Predispone con evidente eccessivo anticipo. 


A pavà e a murí, quanno cchiú tarde se po’ 

A pagare ed a morire, quando piú tardi sia possibile.


'E vruoccole so' bbuone dinte ô lietto. 

Le moine, le carezze sono buone nel letto.


Zappa 'e femmena e surco 'e vacca, mala chella terra ca l'ancappa. 

Povera quella terra che sopporta una zappatura operata da una donna ed un solco prodotto dal lavoro di una mucca.Proverbio marcatamente maschilista, nato in ambito contadino, nel quale è adombrata la convinzione che il lavoro femmineo, non produce buoni frutti e sia anzi deleterio per la terra.

'Amice e vino hanno 'a essere viecchie!

Gli amici ed il vino per essere buoni devono essere di antica data. 


Puglia


Quanne la chése vé de nande è la fémmene ch'è bbone, quanne la chése vé ndréte è l'ome che ne mborte.

Quando la casa progredisce è la donna che è buona, quando la casa regredisce è l'uomo che non porta.


Chésa prastròzzele, patròna ricche.

Casa sporca, padrona ricca.


Bbongiòrne e bbonasèire, tu a ccàsteter e ije a chésë.

Buongiorno e buonasera, tu a casa tua e io a casa mia.


M'assemigghie la chése la vamméne.

Sembra la casa della mammana (della levatrice).

Di casa molto frequentata.


Chésa mèi, libbèrtà mmèi.

Casa mia, libertà mia.

In casa propria ognuno si sente libero.


Úe mmanné la chése pezzènne? Cummanne, assìettete e në nge scjènne.

Se vuoi mandare la casa in rovina, comanda, siediti e non ci andare.


Se la chése u'a scî de nande, l'acque u'a scî tutte a nna vanne.

Per far progredire la casa, il guadagno deve confluire tutta in un posto.


Gnune tire pe la chése.

Ognuno fa gli interessi di casa sua.


Chióve e maletímbë fé, a cchésa d'àlete nge pó sté.

Quando piove e fa cattivo tempo, in casa d'altri non si può stare.


Chése a sulagnë e vignë a muràteche.

Casa a solatìo e vigna a bacìo.

La casa deve essere esposta al sole perché più salutare, mentre la vigna, va piantata in zone meno soleggiate.


S'a chésë nge venive, u cule mije nn-addesegnive.

Se a casa mia non entravi, il mio culo non sindacavi.

Non portare in casa gente estranea, se non vuoi che essa ficchi il naso nelle tue cose più intime.


Chésa vrètte vìsete aspètte.

Casa sporca visita aspetta.

Tieni la casa sempre pulita, ché quando meno te l'aspetti arriva qualcuno.


Abbuscke e púrtë a castë.

Prendi e porta a casa.


Mègghie còppele a càstete ca cappídde a palazzë stranie.

Meglio povero a casa tua che signore in palazzo estraneo.

Sposa una tua pari e non ti sentirai a disagio.


Statte scòmete e statte a castë.

Sta' comodo e sta' a casa tua.

È preferibile stare in casa propria, anche se si sta scomodi.


Basilicata


A lavà la cap au ciocc', pird acqu' e sapon.

A lavare la testa all'asino, perdi acqua e sapone.


U' ciocc' tant avantat vai' a f'rnesc' a car'scià pret.

Chi è tanto lodato, finirà a fare lavori umili.


Pan' senza mazz, fann i fegl' pazz.

Benessere senza mazza, fa i figli pazzi.


Mazz e panell, fann i fegl' bell.

Chi è educato severamente crescerà meglio.


Au mal zappator, n' sciuna zapp li piac'.

Chi non vuole lavorare, non lavorerà mai.


Finisc'a tarallucci e vinu.

Finisce a tarallucci e vino. 


Ti puzza a vucca i latti!

Ti puzza la bocca di latte!


Cu sputa n'cilu m'baccia li torna.

Chi sputa in cielo, la saliva gli torna in faccia.


Ngi mìttisi a pezza.

Ci metti la pezza.


Sì ccom'u mirculidìa mminz'a simmana.

Sei come il mercoledì in mezzo alla settimana.


Pàrlisi com'a nu libbru stampatu.

Parli come un libro stampato.


Ognadunu porta l'acqua a u mulinu soio.

Ognuno porta l'acqua al suo mulino.


A mmerda cchiù a rimìnisi e cchiù feti.

Lo sterco, più lo rimescoli e più puzza.


Addu ngè gustu, nun c'è pirdenza.

Dove c'è gusto, non c'è perdita.


Raccumannà li pecuri a u lupu.

Raccomandare le pecore al lupo.


Quannu trona chiovi, quannu lamba scamba.

Quando tuona piove, quando lampeggia si rasserena.


A gatta pressaròla fici li gattariddi cicati.

La gatta che aveva fretta partorì gattini ciechi.


U saziu nù'kkridi a lu dijunu.

Il sazio non crede al digiuno.


Ciucciu e prisuntuosu.

Ignorante e presuntuoso. 


Gùna ni fa e centu ni penza.
Una ne fa e cento ne pensa.


Calabria


Favuriti si vuliti, ma non viniti.

Siate i nostri ospiti, se volete, ma non venite.


Cu mori ccà, nesci i'ddà.

Chi muore da questa parte, riemerge dall'altra.


U ciriveddu è comu nu coccju i ranu.

Il cervello è come un chicco di grano.


Risu rumani mi isu.

Riso, domani mi alzerò.


Cu avi picca si'ccuntenta, cu avi assai si lamenta.

Chi ha poco si accontenta, chi possiede molto si lamenta.


Quandu l'ossa si fannu pisanti, tutti i buttani diventunu santi.

Quando le ossa si fanno pesanti, tutte le puttane diventano sante.


Cani e buttani, quandu sunnu vecchji morunu i fami.

I cani e le puttane quando invecchiano muoiono di fame.


Cu avi u malu vicinu avi u malu matinu, cu avi u bonu vicinu avi u bonu giardinu.

Chi ha un cattivo vicino ha un brutto mattino; chi ha un buon vicino ha un bel giardino.


Cielu serenu non avi paura ri trona.

Il cielo sereno non teme i tuoni.


Scherza ch'i fanti e non scherzari i santi.

Scherza con i fanti ma non scherzare con i santi.


I paroli ra sira non sunnu nenti a matina.

Le parole scambiate alla sera non valgono nulla al mattino.


Na manu lava a facci e tutti i dui si lavunu a facci.

Una mano lava l'altra mano, e insieme lavano il viso.


A fimmina rrisarola è menza 'puttagnola.

La donna allegra è un po' facile.


Fìmmina c'arridi e jaddina chi sempri canta... non teniti speranza.

La donna che ride troppo è come la gallina che canta sempre, non avete speranza.. 


Cu troppu mangia, viatu s'i ffuca.

Chi mangia troppo, presto si affoga.


I parenti ra mugghjeri suu duci comu lu meli, i parenti du maritu su comu li serpi chi non vi cuntu e non vi dicu.

I parenti della moglie sono dolci come il miele, i parenti del marito sono a tal punto delle serpi che non racconto e non ne parlo.


A mala cumpagnia ti porta a na mala via.

Le cattive compagnie portano sulla brutta strada.


A megnu parola ! è chidda chi non nesci mai ra bucca. 

Le parole migliori sono quelle non dette.


Ciangi cumpari ca tutti t'i pari.

Piangi compare che tutti li pari.


Cu dici chi ti voli cchiù beni i to mamma u cori ti inganna.

Chi afferma di volerti bene più di tua madre, inganna il tuo cuore.


Sicilia


Lugliu cu' l'ariu nettu, lu frumentu sutta lu lettu.

Luglio con il cielo sereno, il frumento sotto il letto.


Acqua ri giugnu, cunsuma lu munnu.

Acqua di giugno, rovina tutto.


Quannu maju è urtulanu, assai pagghia e picca granu.

Quando maggio è ortolano, molta paglia e poco grano.


Aprili duci durmiri, né livari, né mittiri.

Aprile dolce dormire, non levare né mettere.


Aprili quannu chianci e quannu riri.

Aprile quando piange e quando ride.


Marzu conza e vasta nè cuvernu c'è cu' basta.

Marzo aggiusta e sfascia e non c'è cura.


Marzu asciuttu, frumentu ppi tuttu.

Marzo asciutto, frumento per tutti. 


A la cannilora ri lu 'nvernu semu fora.

Per la candelora dell'inverno siamo fuori.


Cu arrobba fa 'n piccatu ni fa centu cu è arrubbatu

Chi ruba fa un peccato ne fa cento il derubato.


Cu avi a chiffari cu li sperti stassi cu l'occi aperti.

Ghi ha a che fare con i furbi stia con gli occhi ben aperti.


Fimmina ca' a lu camminari culu traballa, si buttana nun è, ragala falla

Donna che nel camminare fa ballare l'anca, se puttana non è, poco ci manca


Di Duminica in Duminica si spusa la figghia di la mala vinturusa.

E' rimandato da una domenica all'altra lo sposalizio della figlia della donna sfortunata.


Si maritunu li puvireddi e fannu li puvireddi.

Si sposano i poveri e generano i poverelli.


Prega la zita chi ballassi prega la zita chi stancassi.

Prega la sposa perché balli prega la sposa perché stanchi.


Ziti a basari e babbaluci a sucari su cosi chi nun ponnu mai saziari.

Fidanzati da baciare e lumache da succhiare sono cose che non possono mai saziare.


Si l'acqua ri lu mari fussi vinu, nun ci fussi cchiu 'n'omu sirenu.

Se l'acqua del mare fose vino, non ci sarebbe più un uomo sereno.


Prima penza, poi parra, pirchì paroli pocu pinzati, ponu rari peni, piriculi, pintimenti

Prima pensa, poi parla, perché parole poco pensate possono produrre pene, pericoli, pentimenti.


Spassu tri fora e triulu 'ncasa.

Spasso per gli amici e tribolazioni per i familiari.


Un jornu giudica 'l'autru e l'urtimu giudica a

Un giorno giudica l'altro e l'ultimo giudica tutti.


Prestu, prestu, ca l tutti.a cira squagghia.

Presto, presto, che la cera si scioglie.


Sardegna


Fazzu su scimpru po non pagai s'osteria!

Mi comporto da scemo per non pagare il conto.


Mellus a timmi che a provvai!

Meglio aver paura che provare.


Fora dae coru, fora dae pensamentu.

Lontano dal cuore, lontano dal pensiero.


Trunch'e figu, hast'e figu.

Tronco di fico, ramo di fico. 


Traballu inutili, traballu maccu.

Lavoro che non arreca utilità, lavoro pazzo.


Traballu continu bincit ogni cosa.

Il lavoro assiduo vince ogni cosa.


Su tricu de Marzu non du messas attu.

Il grano di Marzo non tagliarlo alto.


Su traballu fattu cum coru, est aggradessiu a Deus.

Il lavoro fatto con il cuore è gradito a Dio.


Su traballu annunziada chini d’at fattu.

Il lavoro stesso indica chi l'ha fatto.


Su perdonare est de Deus, su ismentigare est de maccos. 

Il perdonare è di Dio, il dimenticare è dei pazzi.


Su mundu est de chie lu cheret, su chelu de chie l'alcansat.

Il mondo è di chi lo vuole, il cielo di chi l'ottiene.


Su molenti sardu du frigas un ‘otta scetti.

Il somaro sardo lo freghi una volta sola.


Su camminu cruzzu imbecciat su burriccu.

Il cammino corto fa invecchiare l'asino.


Si ti dat a calche l'ainu, non bilu torres.

Se l'asino ti dà un calcio, non renderglielo.


Si oisi binu in cuba, in Marzu puda.

Se vuoi il vino in botte, pota di Marzo.


S'homine de pagua passiènzia ndi beniri che binu de dusu.

L'uomo di poca pazienza diviene come il vino da due centesimI.


S'homine bonu faeddat in cara.

L'uomo onesto parla in faccia.


Su susuncu non gosada mai dei benis sus.

L'avaro non gode mai dei suoi beni.


Sa pobidda de su furoni ponidi sa pingiara senz'e pezza.

La moglie del ladro mette la pignatta sul fuoco senza carne.


Sa morte non jughet ojos.

La morte non ha occhi.